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  • Martedì 26 gennaio 2016

Un distretto del Sudafrica ha deciso di offrire delle borse di studio alle studentesse che restano vergini durante l’università

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Un distretto del Sudafrica ha deciso di offrire delle borse di studio alle studentesse che restano vergini durante l’università. L’iniziativa è di Dudu Mazibuko, sindaco donna della municipalità distrettuale di Uthukela, nel sud-est del paese vicino a Durban. La nuova categoria per ottenere delle borse di studio universitarie sarebbe stata introdotta, secondo un portavoce dell’amministrazione locale, con l’obiettivo di incoraggiare «le ragazze a mantenersi pure e inattive dall’attività sessuale in modo da potersi concentrare sullo studio». Le ragazze che vorranno beneficiare di questa borsa saranno sottoposte a dei test di verginità in modo regolare.

The People Opposing Women Abuse, un gruppo che lavora contro la violenza di genere e gli abusi, ha commentato negativamente l’iniziativa sostenendo che il denaro dei contribuenti viene utilizzato per violare i diritti delle donne. Amnesty International ha dichiarato che i test di verginità «eseguiti sotto costrizione sono riconosciuti a livello internazionale come una forma di violenza e discriminazione contro le donne. Violano il divieto assoluto di tortura e di altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti garantiti dal diritto internazionale». Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha esortato le autorità sanitarie di tutto il mondo a porre fine alla pratica dei test di verginità in qualsiasi circostanza e vieta ai professionisti sanitari di «praticare questi test discriminatori e degradanti».