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L’istituto nazionale di statistica russo ha dichiarato che il PIL del paese si è ridotto del 3,7 per cento nel 2015. Il dato è leggermente migliore delle previsioni degli analisti, che parlavano di una contrazione del 3,8 per cento, ma è comunque il peggiore dal 2009. La recessione è da imputare in gran parte al crollo del prezzo del petrolio, a cui l’economia russa è strettamente legata, oltre che alle sanzioni economiche imposte in seguito alla crisi ucraina. Negli ultimi giorni il rublo, la moneta nazionale russa, si è indebolita molto e ha raggiunto i livelli più bassi di sempre nello scambio con il dollaro americano. Nel 2014 il PIL era cresciuto dello 0,6 per cento.


