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Il mercato finanziario cinese è andato bene oggi, dopo le grandi perdite dei giorni scorsi. Fino a oggi le perdite quotidiane erano state limitate al 7 per cento da un meccanismo di blocco automatico delle contrattazioni, chiamato “circuit breaker”: se la borsa perdeva più del 5 per cento si bloccava per 15 minuti, se la perdita proseguiva al 7 per cento si bloccava per tutto il giorno, per limitare i danni.
Il meccanismo serviva a stabilizzare le borse ma ha avuto l’effetto contrario: con il blocco da 15 minuti veniva generato il panico tra i piccoli investitori – che in Cina rappresentano circa l’80 per cento di tutti gli scambi finanziari – e appena veniva riaperta la borsa tutti si precipitavano a vendere, facendo aumentare la perdita al 7 per cento e chiudendo la borsa per tutto il giorno.
I “circuit breaker” sono stati sospesi dopo la pessima giornata di ieri, secondo quanto scrive Bloomberg però i buoni risultati di venerdì sono dovuti anche all’acquisto di titoli finanziari da parte di fondi gestiti dal governo: in pratica lo stato ha comprato azioni per cercare di risollevare un po’ i mercati.


