Il governo degli Stati Uniti ha fatto causa a Volkswagen per la questione dei motori diesel truccati
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Il dipartimento di giustizia degli Stati Uniti e l’EPA – l’agenzia statunitense per la protezione ambientale, grazie alle cui indagini era emerso il caso dei motori truccati da Volkswagen per barare nei test sulle emissioni inquinanti – hanno fatto causa alla casa automobilistica Volkswagen. La denuncia è stata depositata in un tribunale civile di Detroit. Volkswagen è accusata di aver violato la normativa ambientale americana installando dispositivi illegali su circa 600 mila automobili diesel per falsificare i test sull’inquinamento. La casa automobilistica rischia una sanzione fino a 20 miliardi di dollari.
Lo scandalo dei motori truccati per abbassarne i livelli di emissioni inquinanti in fase di test era iniziato nel settembre del 2015, quando l’EPA accusò Volkswagen di aver barato nei test per le emissioni inquinanti e di aver venduto negli Stati Uniti migliaia di auto che di fatto inquinavano più di quanto permesso. Nei giorni e nelle settimane successive erano di volta in volta aumentati i numeri dei veicoli interessati dallo scandalo Volkswagen e gli stati in cui questi veicoli erano stati venduti. Dopo la formalizzazione delle accuse, Volkswagen aveva ammesso di aver installato su molte sue auto un particolare software che riusciva ad ingannare i test sulle emissioni inquinanti. Il software era in grado di attivarsi durante i test e ridurre momentaneamente le emissioni per non risultare fuori norma. Una volta in strada, le emissioni nocive erano fino a 40 volte quelle consentite dalla legge. Lo scandalo aveva portato alle dimissioni di Martin Winterkorn da CEO di Volkswagen e alla nomina di Matthias Müller – allora amministratore delegato di Porsche – al suo posto.


