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  • Giovedì 31 dicembre 2015

La storia di “Affluenza teen”

I media statunitensi parlano da giorni di un ragazzino che nel 2013 evitò il carcere con una bizzarra ma efficace linea di difesa, e ora si è messo di nuovo nei guai

Ethan Couch, nel dicembre 2013 (AP Photo/KDFW-FOX 4, File)
Ethan Couch, nel dicembre 2013 (AP Photo/KDFW-FOX 4, File)

Ethan Couch è una ragazzo texano nato nel 1997 che nel marzo 2013, quando aveva 16 anni, causò – era alla guida di un pick-up rubato al padre – un incidente stradale che uccise quattro persone. Couch, che trasportava sette amici, fu fermato e si scoprì che aveva un tasso alcolico tre volte superiore a quello consentito dalla legge del Texas (un video di sorveglianza dimostrò che poche ore prima aveva rubato due casse di birra) e aveva anche preso del Valium. Durante il processo l’avvocato di Couch, un ragazzo di una famiglia piuttosto benestante, riuscì a evitargli la prigione facendolo condannare a 10 anni di libertà vigilata. L’avvocato di Couch lo difese con successo parlando di “affluenza“, una parola inglese (che lì non significa “numero di persone che hanno votato”) che è nata dalla fusione delle parole “affluence” (ricchezza) e “influence” (influenza, intesa come malanno).

Il concetto di affluenza esiste dagli anni Cinquanta ma è iniziato a diventare davvero usato solo negli anni Novanta, quando alcuni psicologi – e un documentario della PBS – iniziarono a parlarne come di un disagio causato dalla società dei consumi. Nel 2001 il libro Affluenza: The All-Consuming Epidemic descrisse questo nuovo e presunto disagio esistenziale come «una dolorosa, contagiosa e socialmente trasmissibile situazione di sovraccarico, obbligo, ansia e sensazione d’inutilità dovuta all’ostinata ricerca di qualcosa che sia sempre di più». L’affluenza non è mai stata riconosciuta dall’American Psychiatric Association come una vera e provata condizione psicologica; nonostante questo l’avvocato di Couch la usò per sostenere che, essendo cresciuto in un ambiente ovattato e privilegiato, il ragazzo non aveva avuto modo di prendere coscienza delle sue azioni (e quindi bere e guidare ubriaco) e delle loro possibili conseguenze (uccidere quattro persone).

La difesa che permise a Couch di evitare la prigione – nota sulla stampa americana come la “affluenza defense” – fu molto criticata da chi (quasi chiunque) sosteneva che l’affluenza era qualcosa di talmente vago, generico e non scientifico da rischiare di diventare una sorta di jolly che qualsiasi avvocato si sarebbe potuto giocare per difendere qualsiasi caso simile riguardante un qualche tipo di reato che coinvolgesse ragazzi mediamente ricchi. Mike Gatto, un parlamentare dello stato della California, propose per esempio di bandire la possibilità di usare la “affluenza defense” dai tribunali degli Stati Uniti: «Penso sia uno di quei casi in cui, se non agiamo subito, rischiamo di trovarci con qualcosa che diventerà pratica comune». La possibilità di usare il concetto di affluenza non è stata eliminata ma, per il momento, quando si pensa all’affluenza il caso più noto ed emblematico continua a essere quello di Couch – che per questo è stato soprannominato dai giornali “the Affluenza teen”.

Nel frattempo le vicende di Couch sembrano aver dato ragione a chi aveva criticato l’uso dell’affluenza per difenderlo. Nei primi giorni di dicembre, infatti, un video pubblicato su Twitter mostrava un ragazzo descritto come Couch mentre giocava con alcuni amici a “beer pong”, un gioco il cui obiettivo è, per farla breve, bere birra. Un ragazzo in libertà vigilata per aver ucciso quattro persone guidando ubriaco non può bere birra: quel video taggava l’ufficio del procuratore distrettuale responsabile di vigilare su Couch, chiedendo informazioni a riguardo. Quello stesso ufficio fece poi sapere di essere a conoscenza del video e di aver deciso di fare i necessari accertamenti.

https://twitter.com/BlondeSpectre/status/672170442455576576?ref_src=twsrc%255Etfw

Il caso che riguarda Couch e il “beer pong” è però passato di colpo in secondo piano dopo che l’11 dicembre Couch si è reso irreperibile (avrebbe dovuto invece esserlo, per le regole della libertà vigilata). Si è capito poi che Couch era fuggito insieme alla madre, e il 19 dicembre è stata offerta una ricompensa di cinquemila dollari a chi avesse fornito informazioni utili a ritrovarlo. Il 28 dicembre Couch e sua madre sono stati trovati e arrestati: erano in un resort di Puerto Vallarta, una città turistica sulla costa pacifica del Messico.

Ethan Couch il 28 dicembre in Messico.Mexico US Deadly Wreck Affluenza

La madre è stata riportata negli Stati Uniti, Couch è invece ancora in Messico. Fonti ufficiali statunitensi hanno più volte spiegato che la famiglia di Couch ha moltissimi soldi e si è spesso dimostrata capace di usarla per pagare ottimi avvocati, capaci di consigliare i modi migliori – e spesso efficaci – per ritardare in ogni modo ogni fase processuale e, in questo caso, dell’estradizione. Nel pomeriggio del 31 dicembre si è saputo che Couch ha ottenuto dal Messico un’ingiunzione restrittiva che già permetterà di restare in Messico per settimane, forse mesi.