(YOSHIKAZU TSUNO/AFP/Getty Images)

Toshiba è in guai seri

Prevede perdite per 4,1 miliardi di euro quest'anno, licenzierà 7.800 dipendenti e vuole vendere la sua divisione che si occupa di salute

(YOSHIKAZU TSUNO/AFP/Getty Images)

Toshiba, la grande multinazionale giapponese tecnologica, ha annunciato lunedì 21 dicembre che si aspetta di chiudere l’attuale anno con perdite intorno ai 4,1 miliardi di euro. Per affrontare la crisi, che deriva in parte da irregolarità di bilancio commesse negli ultimi 7 anni, Toshiba ha in programma il taglio di almeno 7.800 posti di lavoro e la vendita della sua divisione che si occupa di salute. Gli analisti sono comunque scettici circa l’efficacia del piano, giudicato tardivo, e ci sono dubbi sulle possibilità dell’azienda di riprendersi in tempi rapidi. Le azioni della società hanno perso il 9,8 per cento nella seduta in borsa di ieri e dallo scorso marzo a oggi hanno dimezzato il loro valore.

Con il taglio di 7.800 posti di lavoro, Toshiba ridurrà del 4 per cento circa il suo numero di impiegati. I tagli più consistenti riguardano la divisione che produce prodotti elettronici di ampio consumo, come computer e altri dispositivi: l’azienda prevede di licenziare in quel settore circa 6.800 persone. I restanti 1.000 posti di lavoro saranno invece tagliati negli uffici della sede centrale dell’azienda. Secondo il presidente di Toshiba, Masashi Muromachi, difficilmente gli impiegati potranno trovare nuovi incarichi in altre divisioni della società, quindi molti si dovranno trovare un altro lavoro da qualche altra parte.

La divisione che produce macchinari per le diagnosi mediche ha un valore stimato intorno ai 3,1 miliardi di euro: potrebbe quindi essere utilizzata per compensare in parte le perdite, ma prima Toshiba dovrà trovare un compratore. Il volume di affari prodotto da questa divisione è inoltre marginale per la multinazionale: costituisce circa un decimo delle vendite generate. In questi anni l’azienda non è riuscita a sostenere la concorrenza nel settore di altri grandi produttori come General Electric, Philips, Samsung e Siemens, che producono diversi macchinari per la diagnostica per immagini con contratti nei principali mercati sanitari del mondo.

Toshiba è anche alla ricerca di nuovi investitori per Westinghouse, una sua società controllata che si occupa della costruzione e della gestione di diversi impianti nucleari, soprattutto in Giappone. L’azienda negli ultimi anni ha faticato a rimediare nuovi contratti a causa dell’incidente presso uno dei suoi impianti, quello di Fukushima Daiichi del 2011 dovuto al terremoto e al conseguente tsunami.

Le cose non vanno bene nemmeno nel settore dei dispositivi elettronici, dove Toshiba non riesce a reggere la concorrenza degli altri grandi produttori di computer. Si parla da tempo di una possibile fusione delle sue attività nel settore con quelle di Fujistu, altra azienda giapponese elettronica alla ricerca di nuove soluzioni per rilanciare i suoi affari. Toshiba ha previsto per quest’anno un calo delle vendite dei suoi prodotti elettronici di almeno il 7 per cento: la causa è dovuta soprattutto al rallentamento nella vendita di nuovi smartphone su scala globale, telefoni per i quali Toshiba produce diversi componenti.

Spiegando i nuovi piani della sua azienda, Muromachi ha ammesso gli errori nelle previsioni sull’andamento degli affari negli ultimi mesi e ha confermato che si concentrerà “sulle aree di business che permetteranno di produrre nuovi ricavi”. Non è escluso che nei futuri piani ci siano vendite di altri pezzi dell’azienda per fare rapidamente cassa e ridurre le perdite.

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