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  • martedì 22 dicembre 2015

Mathieu Flamini vuole salvare il mondo

Un famoso calciatore da anni investe milioni di euro in un progetto – prima del Politecnico di Milano, ora suo – per sviluppare una sostanza in grado di rimpiazzare i combustibili fossili

Mathieu Flamini (Paul Gilham/Getty Images)

La GFBiochemicals è l’unica società al mondo a produrre l’acido levulinico in scala industriale: un acido a basso peso molecolare – ricavato da biomasse o fanghi di cartiere – che si ritiene possa avere caratteristiche potenzialmente in grado di ridurre in futuro la dipendenza energetica dai combustibili fossili. L’azienda è stata fondata nel 2008, ha una sede a Milano, una in Olanda e uno stabilimento produttivo a Caserta. Uno dei due proprietari e fondatori della GFBiochemicals è il calciatore francese di origini italiane Mathieu Flamini, che iniziò a investirci diversi milioni di euro nel periodo in cui era sotto contratto con il Milan, con cui ha giocato dal 2008 al 2013. Si stima che il mercato dell’acido levulinico, di cui la GFBiochemicals ha già depositato diversi brevetti per la produzione e l’utilizzo, possa valere anche più di 30 miliardi di euro.

Mathieu Flamini oggi è un calciatore dell’Arsenal, con cui è tornato a giocare nel 2013 dopo averci già passato quattro stagioni tra il 2004 e il 2008. È nato e cresciuto a Marsiglia da padre romano e madre francese. Nel 2008, insieme al suo amico Pasquale Granata, ha iniziato a finanziare un progetto del Politecnico di Milano finalizzato alla ricerca di fonti alternative di energia. La GFBiochemicals è stata fondata per concentrarsi sull’acido levulinico, e da qualche tempo ha cominciato a produrlo su scala industriale. Flamini ha reso noto il suo impegno in questa attività solo qualche settimana fa, in un’intervista al tabloid inglese Sun.

Per sette anni non ho mai parlato del progetto a nessuno. Quando mi trasferii a Milano incontrai Pasquale, che divenne un mio caro amico e con cui da sempre abbiamo avuto in mente di fare qualcosa.

Mi hanno sempre interessato i problemi dell’ambiente e stavamo cercando un modo per contribuire a risolvere il problema. Dopo un po’ di tempo abbiamo scoperto l’acido levulinico: è una molecola identificata dal dipartimento dell’energia statunitense come una delle 12 molecole che potenzialmente potrebbero sostituire il petrolio in tutti i suoi usi.

Abbiamo finanziato il progetto del Politecnico di Milano e dopo qualche mese abbiamo trovato il modo con cui produrre l’acido levulinico su scala industriale, con un metodo economico e conveniente, e lo abbiamo brevettato.

La GFBiochemicals impiega in totale più di 400 persone fra la sede di Milano, quella olandese e lo stabilimento di Caserta. Per l’azienda lavorano ricercatori da diversi paesi e il capo del settore chimico è Anna Maria Raspoli Galletti, docente all’Università di Pisa, con cui Flamini e Granata collaborano.

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