Marine Le Pen parla ai suoi sostenitori dopo la sconfitta al secondo turno (AP Photo/Thibault Camus)
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  • domenica 13 dicembre 2015

Il Front National ha perso ovunque

Lo spoglio del secondo turno delle elezioni regionali francesi è finito: il partito di estrema destra di Marine Le Pen non governerà nessuna regione

Marine Le Pen parla ai suoi sostenitori dopo la sconfitta al secondo turno (AP Photo/Thibault Camus)

Il partito di estrema destra del Front National guidato da Marine Le Pen, che al primo turno delle elezioni regionali in Francia era risultato in sei regioni su tredici il partito più votato, non è riuscito ad ottenere la maggioranza da nessuna parte. Nella Francia metropolitana, la destra ha vinto in sette regioni, mentre la sinistra in cinque. In Corsica ha vinto una lista nazionalista. L’affluenza è stata intorno al 58 per cento (secondo le prime stime del ministero dell’Interno), contro il 49 per cento del primo turno di domenica scorsa.

Secondo i dati del ministero dell’Interno, le liste Union de la Droite (Les Républicains, nuovo nome del partito UMP di Nicolas Sarkozy, coalizzato con i partiti di centro) hanno ottenuto in totale il 40,24 per cento dei voti, le liste Union de la Gauche (Partito socialista, più altri partiti minori) il 28,86 e il Front National il 27,10.

Il FN non ha vinto in nessuna regione, ma è in forte ascesa
Arrivato primo in sei delle tredici regioni al voto al primo turno e confermandosi come il primo partito del paese con quasi il 28 per cento dei voti a livello nazionale, il Front National non è riuscito a vincere da nessuna parte al secondo turno. In entrambe le regioni dove il PS era arrivato terzo e aveva ritirato le sue liste per fermare il candidato del FN, i candidati della destra di Sarkozy hanno vinto. Il sostegno dei socialisti per i candidati di LR è stato dunque decisivo.

Nel Nord-Pas-de-Calais-Picardie Marine Le Pen ha perso contro Xavier Bertrand (LR, più partiti di centro) fermandosi al 42.23 per cento dei voti. Bertrand è al 57,77 per cento. Al primo turno Marine Le Pen aveva ottenuto il 40,64 per cento dei voti superando di 15 punti il candidato di centrodestra. In Provence-Alpes-Côte d’Azur, la nipote della presidente del FN, Marion Maréchal-Le Pen, ha perso contro Christian Estrosi, sindaco di Nizza, che è stato sostenuto anche dai socialisti (54,78 per cento contro 45,22)

I candidati frontisti sono stati battuti anche nelle altre quattro regioni dove al primo turno erano arrivati ​​primi: Ile-de-France, Alsace-Champagne-Ardenne-Lorraine, Auvergne-Rhône-Alpes, Normandie e Pays de la Loire. In Alsace-Champagne-Ardenne-Lorraine il capolista del PS, Jean-Pierre Masseret (16,11 per cento al primo turno), aveva deciso di non ritirarsi nonostante diverse richieste fatte dai vertici del suo partito. Il candidato del FN era il vicepresidente del partito Florian Philippot e ha preso praticamente gli stessi voti del primo turno (36,06 per cento al primo turno, 36,08 al secondo) contro la lista di centro-destra guidata da Philippe Richert che ha ottenuto il 48,40 per cento.

Dopo la diffusione delle prime stime, Marine Le Pen ha tenuto un discorso ai suoi sostenitori, spiegando di considerare comunque il risultato del Front National «una vittoria formidabile». Ha anche accusato gli altri partiti di avere condotto una campagna contro il FN piena di «bugie e disinformazione» dicendo che i suoi candidati erano «soli contro tutti». Le Pen e gli altri dirigenti del partito hanno insistito sul fatto che il ritiro del PS in due regioni ha dimostrato «il legame finora occulto di coloro che condividono il potere: il primo turno ha dato l’impressione di un tripartitismo, il secondo ha dimostrato che c’ è invece un sistema bipartitico».

Il FN ha ottenuto comunque almeno 6,71 milioni di voti, migliorando al livello nazionale il suo risultato rispetto al primo turno (6,01 milioni di preferenze) e superando il record ottenuto al primo turno delle presidenziali del 2012 (6,42 milioni di voti). Ha inoltre aumentato in modo significativo i suoi numeri rispetto alle regionali del 2010 e il numero dei consiglieri eletti è praticamente triplicato nel giro di cinque anni: 118 nel 2012, 358 dopo le elezioni di ieri.

La destra ha vinto in sette regioni
Dopo gli scarsi risultati del primo turno (Les Républicains era stato il partito più votato in quattro regioni), la destra ha vinto in sette regioni. Oltre al Nord-Pas-de-Calais-Picardie e Provence-Alpes-Côte d’Azur, la destra è arrivata prima nell’Ile-de-France dove il candidato di sinistra Claude Bartolone che ha guidato una lista unica tra PS e altri partiti di sinistra è stato battuto dall’ex ministra Valérie Pécresse. La vittoria della destra nella Île-de-France, la regione in cui si trova Parigi, è molto significativa secondo gli analisti, considerato che da 20 anni era amministrata dai socialisti.

La destra di Sarkozy ha vinto anche in Alsace-Champagne-Ardenne-Lorraine, Pays de la Loire, Auvergne-Rhône-Alpes, Normandie, dove l’ex ministro della Difesa Hervé Morin (UDI, partito di centro) ha battuto di poco il socialista Nicolas Mayer-Rossignol (36,43 per cento dei voti contro il 36,08 per cento). Diversi leader di LR hanno comunque invitato a relativizzare questa vittoria non dimenticando il risultato (giudicato deludente) del primo turno: François Fillon – che parteciperà alle primarie della destra per le prossime presidenziali – ha detto che le regionali sono «l’ultimo avvertimento» al suo partito prima del 2017. Le Monde scrive che la corsa per le primarie di LR delle presidenziali «comincia ora».

Il Partito Socialista
La sinistra ha vinto in cinque regioni: Bretagne, Aquitaine-Limousin-Poitou-Charentes, Languedoc-Roussillon-Midi-Pyrénées, Centre-Val de Loire e Bourgogne-Franche-Comté. Le Monde scrive che il PS, con questi risultati, è riuscito almeno “a salvare la faccia”, ma anche che con la perdita dell’Île-de-France, con la scomparsa dei suoi candidati nel Nord-Pas-de-Calais-Picardie e in Provence-Alpes-Côte-d’Azur e con la quarta sconfitta in altrettante elezioni dalle presidenziali del 2012, esce fortemente indebolito. Alle nuove presidenziali del 2017 manca solo un anno e mezzo e fino a quel voto non ci saranno più altre elezioni.

«Questi risultati sono un successo senza gioia», ha riassunto il segretario del PS Jean-Christophe Cambadélis che si è rivolto al governo chiedendo di seguire una linea più di sinistra a livello nazionale con un «piano contro la precarietà». L’altro elemento importante della elezioni regionali per il Partito Socialista è il forte calo dell’astensione. In regioni come Bourgogne-Franche-Comté o Centre-Val-de-Loire, la sinistra è riuscita a vincere di poco contro la destra e l’estrema destra. La strategia di aver ritirato i suoi candidati in due regioni sembra comunque aver funzionato: in entrambe le regioni, gli elettori di sinistra hanno votato a destra.

Corsica
I nazionalisti sono arrivati primi in Corsica con una vittoria che è stata definita “storica” vincendo contro la sinistra finora al potere e contro la destra, penalizzata da una serie di divisioni interne. La lista «Per a Corsica» guidata da Gilles Simeoni ha ottenuto il 35,34 per cento dei voti nell’unico quadrangolare di queste votazioni ottenendo 24 seggi all’Assemblea territoriale, due soli in meno per ottenere la maggioranza assoluta.

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