La banca trasformata in biblioteca a Chicago

Un artista l'ha salvata dalla demolizione comprandola per un dollaro, poi ha finanziato i lavori vendendone pezzi di marmo con sopra la sua firma

Lo scorso ottobre è stata aperta la Stony Island Art Bank di Chicago: una vecchia banca in un edificio storico della città, convertita dall’artista americano Theaster Gates in una biblioteca e un centro espositivo dedicati alla cultura afroamericana. La Stony Island Art Bank è stata inaugurata il 3 ottobre in occasione della prima biennale d’arte e di architettura di Chicago.

La storia del restauro dell’edificio è l’aspetto più interessante della Stony Island Art Bank. Progettata nel 1923 dall’architetto William Gibbons Uffendell in stile neoclassico, è grande circa 50mila metri quadrati e ha ospitato la banca Stony Island Trust & Savings Bank fino agli anni ’80, quando fallì; l’edificio rimase abbandonato per più di vent’anni.

Nel 2012 l’artista americano Theaster Gates – famoso per i lavori di social practice, una forma d’arte partecipata che coinvolge persone e comunità – comprò l’ex banca per la cifra simbolica di un dollaro così da evitarne la demolizione. Riuscì poi a raccogliere i 3,7 milioni di dollari (circa 3 milioni e mezzo di euro) necessari ai lavori di restauro. Per farlo Gates si mise a vendere pezzi di marmo provenienti dalla banca con inciso sopra la frase “In ART we trust” (in italiano, “Confidiamo nell’arte”) – un riferimento al motto ufficiale degli Stati Uniti, “In God We Trust” (Confidiamo in Dio), stampato anche sulle banconote – e la sua firma: nel 2013 vendette più di 100 pezzi con un prezzo variabile tra i 5mila e i 50mila dollari, a seconda della grandezza. Il resto del denaro è stato raccolto con donazioni private, e un gala organizzato a settembre da cui è arrivato più di un milione di dollari.

La Stony Island Art Bank è gestita dalla Rebuild Foundation, un’associazione no profit fondata da Gates per gestire gli spazi riqualificati. Ospita la collezione privata di libri e riviste dell’editore John H. Johnson, le cui pubblicazioni furono uno dei riferimenti culturali del movimento afroamericano di Chicago e poi, dagli anni Quaranta, degli interi Stati Uniti. Alla Stony Island c’è anche una raccolta di vinili del dj e produttore americano Frankie Knuckles – conosciuto come il “Padrino della House Music” –, una collezione di Edward J Williams con oggetti e immagini razziste contro i neri americani, e 60 mila diapositive in vetro donate dall’università di Chicago e dall’Art Institute of Chicago. La Stony Island ospiterà anche alcune mostre di artisti internazionali della biennale d’arte.