(Chip Somodevilla/Getty Images)
  • Mondo
  • giovedì 3 Dicembre 2015

Le donne potranno avere qualsiasi incarico nell’esercito americano

L'ha detto il Segretario alla Difesa, rimuovendo limitazioni da anni molto criticate: saranno sbloccati circa 220mila incarichi

(Chip Somodevilla/Getty Images)

Giovedì 3 dicembre il Segretario americano alla Difesa Ash Carter ha annunciato che le donne potranno accedere a qualsiasi incarico nelle forze armate degli Stati Uniti. Finora le donne sono state escluse da diversi incarichi da combattimento sul campo, come per esempio dai reparti di fanteria e artiglieria. L’annuncio di Carter è arrivato a tre anni di distanza da quando l’allora segretario alla Difesa Leon Panetta annunciò che l’amministrazione Obama intendeva rendere accessibili tutti gli incarichi delle forze armate alle donne, e che avrebbe dato tre anni di tempo alle forze armate per studiare l’integrazione.

Dal 2013 a oggi la marina e l’aviazione hanno aperto quasi tutte le posizioni un tempo vietate alle donne, e anche l’esercito ha aumentato le proprie posizioni disponibili. Secondo Carter negli ultimi tre anni sono stati aperte circa 110mila posizioni, e altre 220mila – cioè circa il 10 per cento dei posti totali – saranno sbloccati con la nuova riforma. Carter ha detto che la riforma entrerà in vigore già all’inizio del 2016 e che «non dovrà esserci alcun sistema di “quote”»: le posizioni saranno aperte, ma le donne che faranno richiesta dovranno comunque rispettare i parametri fisici richiesti.

Liberalizzare tutte le posizioni dell’esercito americano era uno degli obbiettivi dell’amministrazione Obama già da diversi anni. Le donne sono presenti nei ranghi delle forze armate americane praticamente dalla loro nascita, ma per lungo tempo furono impiegate in mansioni secondarie e comunque distanti dal combattimento. Ancora nel 1994, un’importante decisione presa dal Dipartimento della Difesa vietò loro di ricoprire diverse posizioni che implicassero un coinvolgimento nei combattimenti: da allora le forze armate americane sono state criticate più volte per avere assunto un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle donne. Diversi giornali americani hanno comunque fatto notare che negli scorsi 15 anni le donne si sono trovate in mezzo a combattimenti sia in Iraq sia in Afghanistan.

Carter ha detto che diversi importanti dirigenti dell’esercito, della marina, dell’aviazione e delle forze speciali gli hanno consigliato di aprire tutte le posizioni alle donne. L’unico corpo che ha chiesto che alcune posizioni rimanessero esclusivamente maschili è stato quello dei Marines, che secondo il New York Times «è composto per il 93 per cento da uomini prevalentemente impiegati in fanteria, e che già dall’addestramento base divide gli uomini dalle donne». Carter ha detto di non aver concesso alcuna esenzione ai Marines per mantenere un unico criterio per tutte le forze armate. A settembre i Marines hanno diffuso uno studio secondo cui le unità di combattimento che comprendono sia uomini sia donne sono meno efficaci di quelle composte da soli uomini: il New York Times scrive però che secondo i critici lo studio «aveva come scopo quello di giustificare il fatto che alle donne vengano riservate posizioni minori».