• Moda
  • martedì 1 Dicembre 2015

Le foto del nuovo calendario Pirelli, femminista

Non ritrae bellissime modelle nude come al solito, ma donne – anche vestite – che hanno avuto successo nello sport, negli affari, nel mondo dell'arte

Lunedì è stato presentato a Londra il nuovo calendario Pirelli, The Cal 2016, la cui pubblicazione è un rituale annuale unico nel rapporto tra promozione pubblicitaria, arte fotografica e morbosità dei media. L’edizione di quest’anno è decisamente innovativa ed è stata apprezzata, contrariamente a quanto avviene di solito, da molte associazioni femministe. Pirelli aveva già detto in precedenza che quest’anno non avrebbe mostrato le solite modelle nude – che ne hanno costruito la fama e l’attrattiva – ma donne vestite che sono diventate un modello di successo femminile, ritratte dalla celebre fotografa di moda statunitense Annie Leibovitz. Tra loro ci sono la tennista Serena Williams, la comica Amy Schumer (rispettivamente aprile e dicembre, le uniche a posare in intimo), l’attrice Yao Chen, prima ambasciatrice cinese dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), la cantante Patti Smith e la musicista Yoko Ono.

Le foto del calendario Pirelli

Il video del backstage

Le altre ad aver posato per l’occasione sono: Kathleen Kennedy (presidente di Lucasfilm); Mellody Hobson (presidente di Ariel Investments Mellody Hobson, impegnata in progetti filantropici a Chicago); Fran Lebowitz (opinionista, critica e scrittrice); Ava Duvernay (la regista che ha diretto Selma);  Agnes Gund (collezionista d’arte e mecenate, ritratta con la nipote Sadie Rain Hope-Gund); Shirin Neshat (un’artista iraniana); Tavi Gevinson (fondatrice del blog Style Rookie e del magazine online Rookie) e Natalia Vodianova (modella russa fondatrice dell’organizzazione filantropica Naked Heart Russia).

Annie Leibovitz aveva già realizzato l’edizione del calendario del 2000, fotografando le danzatrici del corpo di ballo del coreografo Mark Morris: furono i primi nudi della sua carriera. Le altre edizioni del calendario senza nudi furono le prime, risalenti agli anni Sessanta, e più recentemente quella di di Peter Lindbergh del 2002, di Patrick Demarchelier del 2008, e di Steve McCurry del 2013.

La presentazione di ieri a Londra