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  • mercoledì 25 novembre 2015

Perché la Turchia ha abbattuto l’aereo russo?

C'entrano la sua complicata posizione rispetto alla guerra in Siria, regole d'ingaggio piuttosto severe e l'atteggiamento provocatorio della Russia

L’abbattimento di ieri di un aereo da guerra russo da parte dell’aviazione turca, lungo il confine tra Turchia e Siria, ha nuovamente complicato i rapporti diplomatici tra Russia e Turchia, da sempre difficili e negli ultimi mesi molto tesi in seguito alla decisione del governo russo di intervenire in Siria e attaccare soprattutto i ribelli che combattono contro il regime di Bashar al Assad: per semplificare, in Siria la Russia sta con Assad mentre i turchi stanno con i ribelli anti-Assad. Anche in una situazione di tensione diplomatica, attaccare e abbattere un aereo da guerra di un paese non esplicitamente ostile è una scelta estrema, che ha inevitabili conseguenze (seppure meno gravi di quanto siano state descritte da alcuni media) su cui in queste ore si stanno confrontando la comunità internazionale e numerosi analisti.

Regole d’ingaggio
In generale e semplificando molto: le decisioni sulla tattica e le operazioni di difesa e di attacco da eseguire sono organizzate dagli alti comandi militari, che applicano quanto deciso a livello politico dal governo e – dove previsto – dal parlamento. L’autorità militare traduce queste decisioni in direttive che vengono diffuse alle forze operative insieme alle cosiddette “regole di ingaggio”, su come e dove debbano essere utilizzate le risorse a disposizione. Tra le altre cose, queste regole stabiliscono quando deve essere effettuato uno scontro, contro chi e con quali mezzi. L’obiettivo è rendere chiaro a tutti cosa si deve e cosa non si deve fare: alcune azioni possono essere quindi eseguite senza doversi consultare con un superiore, cosa che aiuta molto nei casi di emergenza, altre invece devono essere eseguite solo dopo avere ricevuto un ordine esplicito da chi sta più in alto nella catena di comando.

NATO
La Turchia fa parte della NATO (Organizzazione del Trattato Atlantico del Nord) insieme ad altri 27 paesi del mondo, compresi gli Stati Uniti e l’Italia. All’interno dell’Organizzazione ogni paese mantiene la propria autonomia dal punto di vista militare, coordinandosi con gli altri paesi e adottando a seconda dei casi regole d’ingaggio comuni, per esempio se eserciti di più stati partecipano a iniziative militari in giro per il mondo. Ogni stato membro mantiene nell’area delle operazioni militari un proprio rappresentante che verifica il rispetto delle regole d’ingaggio.

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Quali regole d’ingaggio usa la Turchia
Il governo della Turchia ha deciso di cambiare sensibilmente le proprie regole di ingaggio dopo il 2012, anno in cui un suo aereo da guerra è stato abbattuto sul confine turco-siriano dall’aviazione siriana dopo che aveva sconfinato nello spazio aereo della Siria, apparentemente per un errore di lettura di alcuni strumenti. Da allora la Turchia applica regole molto più restrittive: le sue forze armate hanno l’ordine di considerare una minaccia nemica qualsiasi elemento proveniente dal confine con la Siria e “agire di conseguenza”.

Chi ha abbattuto l’aereo da guerra russo
Stando alle informazioni fornite dal governo della Turchia, il bombardiere russo Sukhoi Su-24 è stato abbattuto da uno dei caccia F-16 che pattugliano lo spazio aereo turco lungo il confine con la Siria. L’aereo da guerra russo, insieme a un altro jet, ha sconfinato per 17 secondi, ma ha ricevuto nel complesso 10 avvertimenti in 5 minuti da parte dell’aviazione turca. Non ricevendo risposta, un F-16 ha seguito le regole d’ingaggio e ha aperto il fuoco contro uno dei due aerei, mentre l’altro si era già allontanato. Per ora il governo turco non ha diffuso informazioni precise sulle circostanze dell’attacco, non è quindi chiaro a che livello sia stato preso l’ordine di abbattere l’aereo da guerra russo, ma è bene ricordare che si è svolto tutto in pochi minuti, cosa che fa ipotizzare che la decisione sia stata assunta dai responsabili delle operazioni sul campo, alla luce delle regole di ingaggio più rigide decise tre anni fa.

F-16 Turchia

La Turchia dispone di più di 200 F-16 con diverse varianti e configurazioni. Gli F-16 sono piuttosto versatili e questo si riflette sulle loro capacità di equipaggiamento. Di solito sono dotati di un cannone rotativo, per l’esplosione di colpi a ripetizione, e di missili aria-aria che – come suggerisce il nome – sono lanciati dall’aereo verso un altro obiettivo che sta volando nei paraggi.

Precedenti
Nelle ultime settimane la Turchia aveva segnalato più incursioni nel suo spazio aereo da parte degli aerei da guerra della Russia, impegnati nei bombardamenti in Siria. Queste manovre erano state definite intollerabili dal governo turco, che lo scorso ottobre aveva già abbattuto un drone di nazionalità imprecisata che aveva superato il confine dello spazio aereo. Anche in quel caso, secondo le ricostruzioni, l’aereo senza pilota era stato abbattuto da un F-16 di pattuglia nella zona. Il governo russo ha sempre sostenuto che le temporanee violazioni dello spazio aereo turco sono avvenute per errore, durante le operazioni militari in Siria, ma vista la frequenza di questi episodi alcuni osservatori ritengono che si sia trattato di un’azione deliberata per mandare un segnale alla NATO.

Del resto da mesi la Russia sta facendo qualcosa di analogo molto più a nord, sorvolando di frequente lo spazio aereo di Estonia, Lituania e Lettonia, le repubbliche baltiche un tempo parte dell’Unione Sovietica. Le incursioni sono iniziate poco dopo l’inizio della guerra in Ucraina: la Russia non dispone di forze paragonabili a quelle della NATO, ma con queste provocazioni vuole comunque dimostrare di essere disposta ad aumentare le tensioni – se necessario – per perseguire i suoi obiettivi e mantenere la sua influenza nell’Europa orientale. Non c’è probabilmente nessuna intenzione di iniziare una nuova guerra da parte della Russia, ma solo la volontà di mandare qualche messaggio alla NATO, che certo non può permettersi un’escalation e quindi assume una linea più morbida. A questo si aggiunge che, nonostante i toni sopra le righe del governo russo, da parte dell’Occidente c’è la volontà di coinvolgere maggiormente la Russia nelle operazioni contro lo Stato Islamico.

Le incursioni nelle repubbliche baltiche si sono risolte con aerei NATO che hanno intercettato gli aerei russi inducendoli a interrompere gli sconfinamenti: una sorta di gioco delle parti. Secondo alcuni analisti, la Russia si è comportata con la Turchia, un paese che fa parte della NATO, come con le repubbliche baltiche, immaginando che la reazione sarebbe stata la medesima. La Turchia è però in una posizione più complicata: è ostile al regime di Bashar al Assad in Siria, sostiene alcuni gruppi di ribelli che combattono in territorio siriano e ha posizioni ambigue sullo Stato Islamico. Ne è conseguita in questi mesi una strategia militare diversa e non sempre conseguente a quella della NATO. L’abbattimento dell’aereo russo ieri ne è la dimostrazione più evidente finora.

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