(Una copertina di FHM)
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  • mercoledì 18 novembre 2015

Le riviste FHM e Zoo chiudono

Soprattutto la prima fu il simbolo di una cultura maschile cialtrona - i "lads' mags" - che fece vendere milioni di copie nel Regno Unito e ispirò progetti di imitazione anche in Italia

(Una copertina di FHM)

Dal 2016 FHM e Zoo, due popolari riviste britanniche destinate a un pubblico maschile, non usciranno più nelle edicole e smetteranno anche di pubblicare nuovi contenuti online: lo ha comunicato Bauer Media, la società che le controlla entrambe e che ha parlato di “sospensione” delle pubblicazioni, senza però dare informazioni su un’eventuale – e poco probabile – ripresa delle pubblicazioni. FHM – acronimo di For Him Magazine, “la rivista per lui” – esiste dal 1985 e dal 1994 è diventata un mensile. Negli anni Novanta e nei primi anni del Duemila FHM è stato uno dei più importanti, diffusi e famosi mensili per uomini, noto soprattutto per le immagini di ragazze seminude che pubblicava e per l’approccio infantilizzante e un po’ cialtrone nei confronti dei presunti bisogni e desideri dei maschi britannici, spesso di palese volgarità. Zoo esiste dal 2004 ed è un settimanale famoso e diffuso, anche se non quanto FHM. Entrambe le riviste sono note per le fotografie di donne – nude o davvero poco vestite – ma vi si trovavano anche articoli di sport, tecnologia e altri interessi da maschi: “lads’ magazines” – riviste da “giovanotti” – è il nome di questo genere di pubblicazioni nel Regno Unito (nell’editoria italiana sono più genericamente chiamati “maschili”).

Le pubblicazioni digitali e su carta di FHM e Zoo saranno sospese a causa del calo di lettori di entrambe le riviste. Nel 2000 FHM distribuiva circa 700mila copie ogni mese e nel 2004, anno della sua uscita, Zoo aveva una circolazione media di circa 260mila copie. In quegli anni il successo di questo genere di riviste fu imitato da altri editori sia nel Regno Unito che negli altri paesi occidentali: uscirono versioni estere di FHM, e anche in Italia diversi maggiori editori lavorarono successivamente a dei numeri zero della rivista, tutti rinunciando di fronte a risposte poco convinte da parte dei focus group o dei lettori occasionali. Dal 2012 uscì per alcuni mesi un’edizione italiana di FHM: non ebbe successo e FHM in Italia non durò più di qualche mesi.

Nei primi sei mesi del 2015 FHM ha invece venduto 67mila copie al mese e Zoo 24mila alla settimana: rispettivamente il 20 per cento e il 12 per cento di copie in meno rispetto al 2014. Bauer Media ha spiegato che «le abitudini dei lettori maschi si sono costantemente spostate verso il mobile e i social network». Sia Zoo che FHM hanno aumentato i loro ricavi dalle edizioni digitali, ma non abbastanza per compensare la perdita di lettori su carta.

Sul Guardian Jasper Jackson parla di FHM e Zoo come delle ultime grandi riviste per uomini, «famose per il loro tono spavaldo e per l’abbondante nudità». Negli ultimi anni, hanno chiuso anche Nuts e Loadeddue altre famose riviste per uomini, e a ottobre Playboy ha fatto sapere che dal prossimo anno smetterà di pubblicare fotografie di donne nude. FHM e Zoo sono quindi gli ultimi due grandi “lads’ mags” a venire ancora pubblicati, e – secondo Jackson – gli ultimi ad aver pagato le conseguenze della «facile disponibilità di nudità e pornografia su internet e del declino della “cultura lad” che ha contribuito al loro successo». Oltre che per i suoi nudi FHM è famosa per la “100 Sexiest”, una classifica annuale delle donne più sexy al mondo: nel 1995, primo anno della classifica, vinse Claudia Schiffer. Quest’anno ha vinto l’attrice britannica Michelle Keegan e negli ultimi due anni avevano vinto le attrici Jennifer Lawrence e Mila Kunis.

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