(Harold Cunningham/Getty Images)
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  • giovedì 12 novembre 2015

I candidati ufficiali alla presidenza FIFA

Avevano fatto richiesta in sette, non ne sono stati approvati due: uno – il liberiano Bility – è stato "bocciato", l'altro – Platini – è ancora in attesa di giudizio (quindi né sì né no, per ora)

(Harold Cunningham/Getty Images)

Il comitato elettorale della FIFA, un organo creato appositamente per decidere se approvare le candidature di chi intende diventare presidente FIFA, ha comunicato di aver approvato cinque delle sette candidature che erano stata presentate negli ultimi giorni di ottobre. I cinque candidati approvati dalla FIFA – l’organizzazione che regola e governa il calcio mondiale – sono il principe Ali bin al-Hussein, lo sceicco Salman bin Ebrahim Al Khalifa, Tokyo Sexwale, Jérôme Champagne e Gianni Infantino. Le elezioni del nuovo presidente FIFA – in cui ognuno dei 209 stati membri esprimerà un voto – si terranno il 26 febbraio 2016 durante il congresso straordinario indetto alcuni mesi fa da Sepp Blatter.

Le due persone la cui candidatura non è stata accettata sono Michel Platini – presidente dell’UEFA – e Mussa Bility. Bility è però l’unico candidato davvero non approvato; Platini non è tra i cinque nomi perché è stato sospeso dalla FIFA e fino a quando questa sospensione non sarà terminata il comitato non potrà prendere una decisione su di lui. In sintesi: i cinque candidati approvati sono sicuri di potersi candidare, Bility non potrà farlo, nel caso di Platini ancora non si può dire.

Fino ad alcuni mesi fa Platini era dato come principale favorito per diventare presidente FIFA e prendere il posto di Sepp Blatter, la sua posizione è cambiata a settembre, quando è stato coinvolto nelle nuove indagini su Blatter. Platini è in una posizione ambigua e complicata: non è direttamente indagato ma ci sono dei dubbi su alcune consistenti somme di denaro che ha ricevuto da Blatter e che non sono state adeguatamente motivate (Platini ha parlato genericamente di “stipendi arretrati”). Questi dubbi hanno portato il Comitato etico della FIFA a sospendere Platini da «ogni attività legata al calcio a livello locale o internazionale» e quindi dal suo ruolo di presidente dell’UEFA, l’unione delle federazioni calcistiche europee.

Platini e Blatter sono stati sospesi dal comitato etico della FIFA giovedì 8 ottobre: la sospensione durerà 90 giorni e potrà essere prolungata fino a un massimo di 45 giorni e secondo la stessa FIFA comporta il divieto di partecipare «ad ogni attività legata al calcio a livello locale o internazionale». Candidarsi ufficialmente a diventare presidente della più importante organizzazione mondiale sul calcio è considerata una “attività legata al calcio”: per questo motivo il comitato elettorale FIFA non ha potuto approvare (ma nemmeno rifiutare) la sua candidatura: lo farà quando saranno terminati i 90 (o al massimo 135 giorni) di sospensione. Il nome di Platini non compare nemmeno una volta nel comunicato FIFA sui 5 candidati.

In riferimento alla candidatura di Bility, l’unico non approvato, la FIFA spiega che non ha superato il rapporto di “integrità” ma che per ragioni di privacy il comitato non renderà noti i motivi. Bility ha 48 anni, è il presidente della federazione calcistica della Liberia, la nazione famosa soprattutto grazie a George Weah, forte attaccante del Milan degli anni Novanta e ora uomo politico. Negli ultimi anni ha molto lavorato per riformare la CAF, l’organizzazione che regola il calcio africano, ma i giornalisti che si occupano delle questioni FIFA scrivono che non ha particolari simpatie né nella CAF, né nella FIFA.

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