Gianluigi Buffon. (Bruno Fahy/Belga via ZUMA Press)
  • Sport
  • giovedì 12 novembre 2015

I calciatori dell’Italia all’ex stadio Heysel

La Nazionale è andata nel posto di Bruxelles in cui nel 1985 morirono 39 tifosi italiani schiacciati dalla calca

Gianluigi Buffon. (Bruno Fahy/Belga via ZUMA Press)

I giocatori della Nazionale italiana di calcio, che si trovano in Belgio per giocare venerdì una partita amichevole, hanno visitato oggi lo stadio Re Baldovino di Bruxelles: l’ex stadio Heysel dove trent’anni fa, il 29 maggio del 1985, 39 tifosi morirono schiacciati durante la finale di Coppa dei Campioni fra Juventus e Liverpool, a causa del crollo di un muro sulle tribune e della calca provocata dalla pressione dei tifosi inglesi.

La Federazione Italiana Gioco Calcio ha deciso di “ritirare” la maglia numero 39 in memoria delle persone morte (ma è una maglia che nessuno avrebbe mai indossato, probabilmente: le numerazioni delle maglie delle Nazionali raramente superano il 25). I calciatori hanno poggiato un mazzo di fiori sotto il memoriale allestito nei pressi della curva Z, dove avvenne l’incidente. Ci saranno commemorazioni e iniziative di ricordo anche venerdì, prima e durante la partita.

Carlo Tavecchio, presidente della FIGC, ha detto: «Il calcio è gioia, è vita. Deve rimanere quello. Siamo qui perché la memoria di quella tragedia rimanga sempre viva». Antonio Conte, allenatore della Nazionale, ha detto: «È stato un momento toccante, in cui sono tornato indietro. Ero già venuto qui a deporre i fiori anche prima di un’altra partita contro il Belgio. È stato un momento particolare, che tutti abbiamo vissuto con grande emozione. Se si ripensa a quello che è accaduto, è qualcosa di incredibile e tragico e ci auguriamo che esempi negativi possano servire perché non accadano più».

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.