Migranti in attesa lungo il confine tra Austria e Germania, a Simbach. (CHRISTOF STACHE/AFP/Getty Images)
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  • mercoledì 28 Ottobre 2015

Si parla di nuove recinzioni in Europa

L'Austria vuole costruire delle "barriere" lungo il confine con la Slovenia per gestire l'arrivo dei migranti, la Slovenia pensa di farlo al confine con la Croazia

Migranti in attesa lungo il confine tra Austria e Germania, a Simbach. (CHRISTOF STACHE/AFP/Getty Images)

Martedì 27 ottobre la ministra degli Interni austriaca Johanna Mikl-Leitner ha detto che il suo governo vuole costruire “barriere tecniche” lungo il confine tra Austria e Slovenia, per fermare o come minimo gestire il flusso di migranti che dai Balcani – dopo aver attraversato Macedonia, Serbia, Croazia e Slovenia – cercano di raggiungere i paesi dell’Europa centrale. Mikl-Leitner non ha spiegato i dettagli del piano e non ha detto entro quando il governo austriaco ha intenzione di completare le “barriere tecniche”: mercoledì mattina ai giornalisti del canale pubblico austriaco O1 si è limitata a dire che la barriera – che in questa seconda occasione la ministra ha chiamato “recinzione” – “sarà solida e si estenderà per diversi chilometri alla sinistra e alla destra del valico di confine” di Spielfeld, quello più usato dai migranti nelle ultime settimane. La ministra ha anche detto che altri 200 agenti di polizia verranno addestrati per lavorare sul confine.

Mikl-Leitner – che appartiene al partito conservatore ÖVP – aveva più volte parlato della necessità di proteggere i confini dell’Europa dall’arrivo dei migranti e martedì 27 aveva spiegato di aver commissionato i progetti per la costruzione delle barriere di confine a causa del sempre più alto numero di persone che cercano di attraversarlo illegalmente: «Tra le 3.000 e le 8.000 persone attraversano il confine ogni giorno, ma noi dobbiamo prepararci in caso quel numero arrivi a 12.000». Al momento non è chiaro se le barriere che vuole costruire il governo austriaco siano simili alla recinzione di reti e filo spinato costruita dall’Ungheria lungo il confine con la Serbia, o se invece si tratti di qualcosa di meno drastico e permanente. Il ministro della Difesa Gerald Klug – dei Social Democratici – ha detto di essere favorevole all’idea di una barriera per “controllare appropriatamente l’arrivo dei rifugiati”, ma aveva anche detto che non andava “persa di vista la compassione” e che una recinzione simile a quella dell’Ungheria non era la soluzione giusta. Mikl-Leitner ha detto che le barriere “serviranno per assicurare un ingresso ordinato e controllato in Austria e che non serviranno per chiudere il confine”.

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Da quando negli ultimi mesi la rotta attraverso i Balcani è diventata la più battuta dai migranti che scappano dalla guerra in Siria e Iraq, l’Austria ha dovuto affrontare la questione della loro accoglienza e gestione. Già dopo i giorni del blocco dei migranti alla stazione di Budapest, agli inizi di settembre, l’Austria era diventato il paese di transito (o di arrivo) di chi voleva raggiungere le zone più ricche dell’Unione Europea per chiedere asilo politico, ma nelle ultime due settimane la situazione è peggiorata dopo la decisione dell’Ungheria di chiudere il confine con la Croazia, costringendo così i migranti ad attraversare la Slovenia, un paese piccolo e impreparato a gestire l’arrivo dei migranti, e che quindi è meno in grado di funzionare da “cuscinetto” per i flussi di persone.

Negli ultimi dodici giorni più di 86mila migranti sono passati per la Slovenia, 15mila solo domenica 25. Il flusso per i Balcani non diminuirà, almeno nelle prossime settimane: fra il 18 e il 25 ottobre in Grecia, il paese di partenza della rotta, sono arrivati 9mila migranti al giorno: sono le cifre più alte mai registrate da quando è iniziato il flusso, quest’estate, e significa che queste persone per diverse settimane continueranno ad arrivare ai confini dell’Unione Europea dopo aver attraversato i Balcani. La Slovenia – che ha 2 milioni di abitanti ed è grande quanto la Puglia – ha detto che martedì circa 14.000 migranti erano sul suo territorio e che tutti sono dirette a nord, verso l’Austria e la Germania, per lo più. Intanto oggi dovrebbero arrivare in Slovenia i primi agenti di polizia tedeschi parte di un contingente di 400 agenti che gli altri paesi UE hanno promesso di inviare per aiutare con la gestione dei migranti e delle frontiere e il primo ministro sloveno ha detto che considererà l’ipotesi di costruire una recinzione lungo il confine con la Croazia se il flusso di migranti non diminuirà.