La fine del mondo è vicina, anzi no

Il Washington Post racconta cosa succede a chi si fida delle profezie sulla fine del mondo, l'ultima delle quali non si è avverata pochi giorni fa

di Abby Ohlheiser – Washington Post

Il 7 ottobre eBible Fellowship, un sito dedicato allo studio della Bibbia, ha chiesto a tutti di ascoltare il suo ultimo podcast di domande e risposte con Chris McCann, visto che McCann credeva che il 7 ottobre sarebbe stato l’ultimo giorno della Terra: la fine del mondo. L’8 ottobre però la Terra era ancora qui, e a McCann è spettato allora il duro compito di spiegare quello che era successo.

«Visto che oggi è l’8 ottobre, ovviamente ci eravamo sbagliati riguardo la fine della Terra il 7 ottobre», ha scritto in un comunicato diffuso ai giornalisti che lo avevano cercato e pubblicato sul suo sito. «C’erano molte informazioni bibliche che indicavano quella data e noi le abbiamo liberamente condivise con tutti voi. Anche se per tutto il tempo abbiamo sempre sottolineato il fatto che la fine del mondo in quel giorno era solo una “forte probabilità”».

Quella dell’8 ottobre non è stata la prima gita nel mondo di McCann dopo la sua presunta fine. Nel 2011 aveva promosso la predizione di Harold Camping, conduttore del programma Family Radio, che sosteneva che il mondo sarebbe finito il 21 maggio di quello stesso anno. Camping poi ammise di essersi sbagliato sul 21 maggio, ma continuò a credere che il giudizio di Dio sarebbe arrivato nell’ottobre di quell’anno. È ancora presto per dire cosa succederà al piccolo ministero cristiano di McCann, ora che il mondo è ancora qui. Anche se molte di queste previsioni sono divertenti da prendere in giro, le storie di predizioni passate e dei loro seguaci sono spesso dense di rammarico e dolore.

Camping, per esempio, è morto nel 2013 dopo aver abbandonato del tutto il business delle previsioni catastrofiche. Le sue ultime apparizioni pubbliche erano spesso piene di pentimento. Chiese scusa per aver detto che Dio non avrebbe più salvato le anime a partire dal 21 maggio del 2011 e le sue precedenti predizioni furono rimosse dal sito di Family Radio. Camping si lasciò dietro un gran numero di seguaci che avevano venduto tutto quello che possedevano in vista del 21 maggio 2011, usando i loro risparmi per comprare spazi pubblicitari per avvertire tutti dell’imminente fine del mondo.

Religion Dispatches, un magazine online progressista che si occupa di religione e politica, ha seguito alcuni di quelli che credevano che il 21 maggio 2011 sarebbe finito il mondo (concretamente, una serie di terremoti avrebbe manifestato il giudizio di Dio distruggendo la Terra). I più entusiasti credenti della predizione hanno continuato per diverso tempo a rivedere le loro teorie, aiutandosi l’un con l’altro ad adattarle scrivendosi su un forum che ora non è più online. Scrive Religion Dispatches:

Quando il sole sorse, il 21 maggio 2011, furono presi di sprovvista. Forse sarebbe successo a mezzogiorno. Quando mezzogiorno passò, decisero che sarebbe accaduto alle 18. Quando anche le 18 arrivarono e passarono, alcuni pensarono che forse sarebbe successo a mezzanotte. O forse non sarebbe successo, fino a che il 21 maggio non fosse finito ovunque nel pianeta. «Sarà ancora il 21 maggio nella Samoa Americana», scrisse qualcuno su Latter Rain, un forum online per credenti.

Domenica mattina cominciarono ad arrivare le prime nuove teorie. «Era tutto parte del piano del Signore. Il suo scopo era nascosto dietro il vero significato del 21 maggio. Voleva che noi soffrissimo quello che lui ha sofferto», scrisse qualcuno.

Un anno dopo la profezia, molti seguaci di Camping erano rimasti senza soldi e con grossi problemi emotivi. La vicenda della saga Camping ha ricordato a molti il più grave caso di previsione della fine del mondo nella storia americana: quello di Millerites. Se avete mai sentito la frase “la grande delusione” (“the great disappointment”), allora sapete già qualcosina di questo gruppo. A William Miller vengono attribuite quattro predizioni della fine del mondo tra il 1843 e il 1844, l’ultima – quella più popolare – iniziò intorno al 22 ottobre del 1844 (Miller era molto attento a non diffondere informazioni precise sul giorno esatto della fine del mondo, ma i suoi insegnamenti incoraggiavano i suoi sostenitori a farlo).

Anche se il pastore si sbagliò riguardo alla fine del mondo, non si era sbagliato su quali sarebbero state le conseguenze del suo errore. Secondo un articolo del Vermont Telegraph del 1843, Miller rispose a una domanda su cosa gli sarebbe successo se il mondo fosse esistito ancora dopo la sua predizione: «Sarò una creatura povera, miserabile e disprezzata, e mi meriterò di esserlo». Dopo il fallimento della sua predizione del 22 ottobre 1844, iniziò la “grande delusione”: molti dei suoi seguaci lo abbandonarono. Un giornale scrisse che 14 seguaci di Miller finirono in un centro per malati psichiatrici. Nonostante questo, gli insegnamenti di Miller non scomparirono dopo la sua ultima predizione e diventarono la base per il credo degli Avventisti del Settimo Giorno, che nacque circa 20 anni dopo.

Dalla sua, McCann ha avvertito di non abbandonare i suoi insegnamenti ora che le sue predizioni si sono dimostrate incorrette: «LA CONTINUAZIONE DEL MONDO NON È UNA GIUSTIFICAZIONE DEL MONDO», ha scritto giovedì. «eBible Fellowship si era sbagliata sul giorno esatto della sua fine, ma non sul fatto che il mondo arriverà presto alla sua fine».

©2015-TheWashingtonPost

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