Da sinistra a destra: Michelle Obama, Alexander Lukashenko, Nikolai Lukashenko e Barack Obama a New York. (Sito della presidenza bielorussa)
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  • venerdì 9 Ottobre 2015

Il figlio che Lukashenko si porta ovunque

Il presidente autoritario della Bielorussia viaggia sempre col figlio di 11 anni, suo potenziale futuro successore: anche quando incontra Obama o i militari

Da sinistra a destra: Michelle Obama, Alexander Lukashenko, Nikolai Lukashenko e Barack Obama a New York. (Sito della presidenza bielorussa)

Alla fine di settembre i leader di quasi tutto il mondo si sono trovati a New York in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Tra loro c’era anche il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, che per molto tempo è stato definito “l’ultimo dittatore d’Europa” ed è uno stretto alleato del presidente russo Vladimir Putin. La cosa curiosa, ripresa da diversi siti di news e anche dal comico britannico John Oliver, è stata che Lukashenko si è presentato alla riunione dell’Assemblea Generale con il figlio Nikolai – chiamato anche con il nomignolo “Kolya” – di 11 anni. E come ha scritto BBC, Nikolai «non era lì solo per i sandwich»: si è messo in posa per una fotografia insieme al presidente americano Barack Obama e alla moglie Michelle, e soprattutto ha assistito alla riunione dell’Assemblea Generale seduto nei posti dedicati alla Bielorussia.

Non è la prima volta che Nikolai partecipa a riunioni ufficiali, parate militari, importanti incontri bilaterali, eccetera. Le sue prime apparizioni pubbliche cominciarono nel 2009, quando aveva solo quattro anni: nel 2009 Nikolai incontrò tra gli altri l’allora presidente russo Dmitry Medvedev, da cui ricevette una pistola giocattolo d’oro, e papa Benedetto XVI, a cui regalò un libro per bambini.

Il giornalista Tom Parfitt, l’allora corrispondente a Mosca per il Guardian, scrisse che nel corso di quell’anno la presenza di Nikolai a incontri bilaterali di alto livello aveva creato anche qualche imbarazzo. Per esempio Lukashenko si presentò insieme a Nikolai a un incontro con alcuni generali dell’esercito bielorusso: Nikolai indossava una divisa mimetica, proprio come il padre, e i generali furono obbligati a fargli il saluto militare. Pavel Kozlovsky, ex ministro della Difesa bielorusso, disse dell’episodio: «Fui meravigliato e mi vergognai per la stupidità di quello che stava accadendo. La cosa peggiore è che è una cosa che sta continuando».

Negli anni successivi Nikolai ha incontrato l’ex presidente venezuelano Hugo Chávez (poi è stato anche al suo funerale), Vladimir Putin, Gerard Depardieu e Xi Jinping, il presidente cinese. Nel giugno del 2012 il giornalista britannico Shaun Walker descrisse Nikolai come il «futuro dittatore della Bielorussia»: la settimana precedente Lukashenko aveva annunciato la possibilità della successione durante un viaggio in Venezuela, dicendo all’allora presidente Hugo Chávez: «Fai bene a sottolineare che mio figlio sia qui insieme a noi. Questo mostra che abbiamo stabilito solidamente le basi per la nostra cooperazione, e che in 20-25 anni ci sarà ancora qualcuno che se ne farà carico».

Nikolai è l’ultimo dei tre figli di Lukashenko: Dmitry e Victor sono figli della moglie di Lukashenko, Galina, mentre da anni si dice che Nikolai sia figlio di un’altra donna: Irina Abelskaya, suo medico personale. Lukashenko è al potere in Bielorussia da oltre vent’anni, periodo durante il quale è stato più volte accusato di gravi violazioni dei diritti umani e di esercitare un controllo praticamente totalitario sulla stampa nazionale. Domenica 11 ottobre si terranno in Bielorussia nuove elezioni presidenziali: non saranno libere e Lukashenko verrà rieletto.