La carta di identità di Hemingway, rilasciata nel maggio del 1944. (The Ernest Hemingway Photograph, Collection. John F. Kennedy Presidential Library and Museum)

Le foto di Ernest Hemingway a Milano

Sono esposte con molte altre in una mostra a New York, aperta fino a gennaio

La carta di identità di Hemingway, rilasciata nel maggio del 1944. (The Ernest Hemingway Photograph, Collection. John F. Kennedy Presidential Library and Museum)

La Morgan Library & Museum di New York ha organizzato una mostra sulla vita di Ernest Hemingway, lo scrittore statunitense tra i più celebrati e famosi del Ventesimo secolo, che morì nel 1961. La mostra, che può essere visitata fino al 31 gennaio del 2016, è intitolata Ernest Hemingway: between two wars e raccoglie fotografie di Hemingway, alcune pagine dei suoi taccuini privati (Hemingway fu tra i primi a usare i famosi quadernetti Moleskine) e altri oggetti. La maggior parte dei materiali proviene dalla John F. Kennedy Presidential Library and Museum, che ha collaborato ufficialmente con l’esposizione, e si riferisce al periodo compreso tra il 1915 e il 1945.

Hemingway – che era nato nel 1899 a Oak Park, un sobborgo di Chicago – arrivò per la prima volta in Europa come reporter del Kansas City Star, ma si arruolò poi come volontario nella Croce Rossa (guidava le ambulanze): dalla Francia fu trasferito sul fronte italiano e nel 1918, sul Piave, fu ferito da un colpo di mortaio. Venne ricoverato a Milano, in un appartamento al terzo e quarto piano di una casa in via Armorari che funzionava da ospedale della Croce Rossa. Fu lì che – proclama ancora oggi la lapide – “nacque la favola vera di Addio alle armi” (libro che racconta l’amore tra un’infermiera inglese e un guidatore di ambulanze americano sul fronte italiano). Nella prima foto della mostra c’è Hemingway a 19 anni in stampelle, proprio nell’ospedale di Milano. Durante gli anni Venti, a guerra finita, Hemingway si trasferì a Parigi dove entrò a fare parte del circolo di scrittori che poi lui stesso avrebbe fatto passare alla storia come “the Lost Generation”, “la generazione perduta” cresciuta negli anni della Prima guerra mondiale: ne facevano parte, tra gli altri, F. Scott Fitzgerald, John Steinbeck, William Faulkner e John Dos Passos. (L’epigrafe di Fiesta, il primo romanzo di Hemingway uscito nel 1926, è “You are all a lost generation” – “Siete tutti una generazione perduta” – frase che in Festa mobile Hemingway dice essere stata rivolta alla scrittrice Gertrude Stein da un carrozziere parigino). In seguito Hemingway partecipò alla Guerra di Spagna (raccontata in Per chi suona la campana, di cui il prossimo 21 ottobre cadrà il settantacinquesimo anniversario) e alla Seconda Guerra mondiale, ma nel 1940 si comprò anche una grande fattoria a Cuba.