Jens Stoltenberg (Nato)
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  • martedì 6 ottobre 2015

La NATO accusa la Russia sulla Siria

Il segretario generale Jens Stoltenberg ha detto che le invasioni dello spazio aereo turco non sono state "incidenti", e che la Russia sta inviando truppe di terra in Siria

Jens Stoltenberg (Nato)

Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha accusato la Russia di non aver colpito solo postazioni dell’ISIS durante i suoi attacchi in Siria, di aver iniziato ad aumentare la sua presenza militare nel paese inviando anche truppe di terra e di aver violato in modo non accidentale lo spazio aereo turco. Stolenberg ha parlato durante una conferenza stampa a Bruxelles martedì 6 ottobre. La conferenza serviva a introdurre la riunione di giovedì prossimo tra i ministri della Difesa dei paesi NATO. Una settimana fa sono iniziati gli attacchi russi in Siria e negli ultimi giorni si sono verificate due violazioni dello spazio aereo turco da parte di aerei militari russi.

Jens Stoltenberg ha detto che le violazioni dello spazio aereo turco da parte della Russia non sono stati degli incidenti, definendo “inaccettabile” che la Russia non abbia ancora dato una giustificazione per le violazioni e parlando di una situazione “molto seria”. Stoltenberg ha spiegato che il fatto che le violazioni siano state due e che siano durate più di qualche secondo fanno pensare che non si sia trattato di incidenti. La Russia, che non ha ancora commentato la seconda violazione dello spazio aereo di cui è stata accusata dalla Turchia, aveva spiegato che i suoi aerei – che sono impiegati in una base dell’esercito siriano a pochi chilometri dal confine turco – devono in alcune condizioni meteorologiche spingersi molto a nord per poter atterrare in sicurezza alla base.

Stoltenberg ha anche detto che la Russia sta aumentando il numero di soldati impiegati in Siria e che ha mandato anche truppe di terra. Vladimir Putin aveva detto precedentemente che la Russia non intendeva inviare truppe in Siria, anche se alcuni funzionari del governo avevano parlato della possibilità che si formassero dei corpi di militari volontari per combattere nel paese. Infine Stoltenberg ha parlato delle preoccupazioni della NATO che la Russia non stia attaccando solo obiettivi legati all’ISIS ma che abbia anche colpito civili e diverse formazioni di ribelli siriani che da tempo combattono il regime di Assad. Stoltenberg ha detto di aver parlato della questione con il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov e di aver chiesto alla Russia di contribuire alla lotta all’ISIS in cooperazione con le altre forze che combattono nel paese.

La Russia, storico alleato del regime siriano di Assad, ha compiuto i primi attacchi aerei in Siria il 30 settembre, poche ore dopo che la Camera alta del parlamento russo aveva dato l’autorizzazione al presidente russo Vladimir Putin a usare le forze armate in Siria. Gli attacchi aerei russi in Siria sono proseguiti da allora e il governo russo ha detto che potrebbero durare fino a 3 o 4 mesi. Il governo russo ha sostenuto di avere cominciato i bombardamenti per combattere “preventivamente” il terrorismo, riferendosi al rischio che l’ISIS possa compiere degli attacchi in territorio russo, ma la sua reale posizione (e i suoi obiettivi) non sono del tutto chiari. Nel primo giorno di bombardamenti, diversi video e testimonianze hanno però mostrato come la Russia abbia colpito tre zone – le province di Homs, Hama e Latakia – dove l’ISIS non è presente. Il primo attacco russo contro obbiettivi dell’ISIS è stato compiuto solo giovedì 1 ottobre nei pressi di Raqqa, la città siriana che lo Stato Islamico considera la sua capitale, e martedì 6 ottobre, poco dopo la conferenza stampa di Stoltenberg i media siriani hanno dato notizia di un attacco aereo russo sulla città siriana di Palmira, occupata da diverso tempo dall’ISIS.

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