(University of Kansas/Rob Moyle)
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  • mercoledì 30 Settembre 2015

Le prime foto del martin pescatore con i baffi

È un uccello rarissimo ed è stato fotografato per la prima volta nella foresta di una sperduta isola del Pacifico, da un ricercatore che lo cercava da 20 anni

di Rachel E. Gross - Slate
(University of Kansas/Rob Moyle)

Si fa fatica a credere che il martin pescatore “con i baffi” – il “mustached kingfisher”, in inglese – sia un vero uccello. Per prima cosa assomiglia a un buffo pupazzo, più che a un uccello. Per seconda cosa, lo si può trovare solo nella nebbiolina di alcune isole molto lontane e difficili da raggiungere, un po’ come fosse il Pokemon Articuno, un grosso volatile dalle piume azzurre. Il principale motivo per cui si fa fatica a credere che il martin pescatore con i baffi esista davvero è che un maschio di questa specie non era mai stato fotografato, erano state catturate solo due femmine. Il sito birdlife.org descriveva il martin pescatore con i baffi come “bellissimo ma molto enigmatico”: “è stato visto pochissime volte, e non ci sono elementi per descrivere il piumaggio maschile”.

Ora gli elementi ci sono: la scorsa settimana una squadra guidata da Chris Filardi – direttore del Pacific Program del Centro per la Conservazione e la Biodiversità dell’American Museum of Natural History – ha identificato e fotografato il primo maschio di martin pescatore con i baffi. È successo una mattina di qualche giorno fa, mentre la squadra stava monitorando la biodiversità delle foreste che si trovano sulle montagne della “Sky Island” di Guadalcanal, un’isola delle Isole Salomone, che sono uno stato e si trovano nell’Oceano Pacifico, a est dell’Australia. Mentre Filardi si trovava in quelle foreste ha sentito un chiaro e riconoscibile “ko-ko-ko-kokokokokokokoko-kiew”. Poco dopo Filardi ha visto qualcosa passargli davanti: era il martin pescatore, con i suoi baffi in tutto il loro splendore.

Dopo aver visto il martin pescatore con i baffi, Filardi ha messo via il suo binocolo: non gli serviva più. “È stato come trovare un unicorno”, mi ha detto al telefono. ”È indescrivibile. Lo sogni, te lo immagini davanti, e all’improvviso te lo trovi davvero lì”. ”È un uccello che ho rincorso per quasi vent’anni”, ha scritto Filardi in un bellissimo post sul suo blog. “Uno degli uccelli meno noti al mondo era lì di fronte a me, come un animale mitologico che prende vita”.

Grazie a Filardi e alla sua squadra possiamo ora descrivere il piumaggio del maschio di martin pescatore con i baffi: la sua testa è color arancio bruciato, il suo becco sembra una carota aperta in due e i suoi baffi – che gli conferiscono eleganza e dignità – sono due strisce viola, una attorno al mento e l’altra all’altezza degli occhi. Il petto è invece bello tondo e bianco e il martin pescatore con i baffi lo gonfia sprezzante.

Gli Uluna-Sutahuri che vivono da molto tempo a Guadalcanal hanno sempre parlato del leggendario uccello, che loro chiamano Mbarikuku. Questa è però la prima volta che un esemplare maschio di Mbaraikuku – o martin pescatore con i baffi – viene catalogato e fotografato. C’entra il fatto che a causa del disboscamento e dell’aumento dei predatori (i gatti) il martin pescatore con i baffi è sempre più raro. Si stima che ce ne siano sempre meno: tra i 250 e 1.000 esemplari. In passato i tassonomisti avevano messo il martin pescatore con i baffi insieme a uno simile, l’Actenoides bougainvillei, il “martin pescatore con i baffi, delle Bougainvillea”. Le nuove osservazioni fatte dalla squadra di Filardi mostrano che le due specie sono invece diverse: hanno un piumaggio molto differente, hanno un richiamo diverso e si sono riprodotte in zone diverse avendo quindi una storia diversa.

Il prossimo passaggio consisterà nel fare test genetici sui due uccelli delle specie catturate, per vedere quando siano effettivamente diverse. Filardi spiega così quello che ora c’è da fare: “Dobbiamo capire se i due uccelli sono come una tigre siberiana e una tigre del bengala, o se sono come una tigre e un leone”.

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