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  • sabato 12 Settembre 2015

L’incidente alla Grande Moschea della Mecca

Almeno 107 persone sono morte per il crollo di una gru nel luogo più sacro per la religione islamica: ci sono più di 200 feriti

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Nella notte tra venerdì e sabato almeno 107 persone sono rimaste uccise alla Mecca, in Arabia Saudita, quando una gru è crollata sui fedeli in preghiera all’interno della Grande Moschea, il luogo più sacro per la religione islamica. Il numero dei morti potrebbe non essere ancora definitivo: non è chiaro quante persone siano state uccise dal crollo della gru e quante siano state poi schiacciate da coloro che stavano cercando di scappare dal luogo dell’incidente. Almeno 230 persone sono rimaste ferite. La polizia saudita ha aperto un’inchiesta per individuare i responsabili.

Secondo le prime indagini compiute dalle autorità saudite, la gru potrebbe essere crollata in seguito ai forti venti e alle piogge che hanno colpito l’Arabia Saudita in questi ultimi giorni. Poco prima del crollo, alla Mecca si sono registrati venti superiori ai 50 chilometri all’ora. Al momento del crollo, l’area della Grande Moschea era circondata da almeno altre 15 gru, tutte impegnate in grossi progetti di costruzione nella zona.

La Grande Moschea è stata recentemente ingrandita per permettere di ospitare un numero ancora più grande di pellegrini. Oggi l’edificio ha una superficie di 400 mila metri quadrati e quando raggiunge la massima capienza può ospitare circa 2,2 milioni di persone. Al momento dell’incidente al suo interno c’erano 800 mila pellegrini. Tutti i musulmani sono tenuti a visitare la Mecca almeno una volta nella vita in un pellegrinaggio chiamato “Hajj”. Al culmine del loro viaggio visitano la Grande Moschea e compiono sette giri in senso anti-orario intorno alla pietra considerata sacra che si trova al centro dell’edificio.

Nel 2012 più di tre milioni di persone visitarono la Mecca e da allora le autorità saudite hanno cercato di limitare il numero di pellegrini. Una concentrazione così alta di persone in un unico posto ha causato spesso incidenti mortali. Nel più grave, avvenuto nel 1990, più di 1.400 pellegrini morirono soffocati o schiacciati quando il panico si diffuse tra le migliaia di persone che stavano percorrendo un tunnel pedonale.