(NICOLAS TUCAT/AFP/Getty Images)

Il Regno Unito difende le sigarette elettroniche

Un’agenzia del ministero della Salute britannico consiglia di equipararle agli altri sistemi per smettere di fumare, tramite prescrizione medica

(NICOLAS TUCAT/AFP/Getty Images)

Le autorità sanitarie del Regno Unito hanno dato per la prima volta il loro sostegno alle sigarette elettroniche, definendole uno strumento utile per ridurre il numero di fumatori di sigarette tradizionali nel paese, e di conseguenza la quantità di morti premature e di pazienti affetti da malattie riconducibili al fumo. Public Health England (PHE), un’agenzia del ministero della Salute britannico, ha pubblicato i risultati di una propria ricerca condotta negli ultimi due anni in cui si dice che le sigarette elettroniche sono del 95 per cento meno dannose rispetto a quelle tradizionali. Lo studio dice anche che il sistema sanitario pubblico del Regno Unito dovrebbe considerare le sigarette elettroniche al pari degli altri sistemi per aiutare le persone a smettere di fumare, come i cerotti e le gomme da masticare a base di nicotina. La ricerca ricorda che le sigarette elettroniche non sono completamente sicure, ma rispetto alle normali sigarette comportano rischi e danni molto più bassi.

Le sigarette elettroniche servono per assumere nicotina vaporizzata senza respirare i fumi dovuti alla combustione del tabacco, totalmente assente dalla preparazione che viene inalata. Nelle normali sigarette le sostanze più pericolose per la salute si trovano nella parte bruciata del tabacco e del catrame, che insieme ad altri componenti viene utilizzato per fare in modo che le sigarette restino accese tra una boccata e l’altra. La nicotina assunta in dosi moderate porta con sé meno rischi, ma è comunque la principale sostanza presente nelle sigarette a dare dipendenza. Chi smette di fumare spesso ricorre a cerotti e gomme da masticare che la contengono, in modo da tenere sotto controllo il desiderio di accendersi una sigaretta. Secondo lo studio di PHE, le sigarette elettroniche dovrebbero essere considerate alla stregua degli altri sistemi a base di nicotina già usati da tempo da chi vuole smettere di fumare e dovrebbero essere prescrivibili dai medici, tramite il sistema sanitario pubblico.

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Nel Regno Unito si stima che 2,6 milioni di persone utilizzino le sigarette elettroniche: in molti casi si tratta di ex fumatori tradizionali che vorrebbero smettere di fumare, ma c’è comunque una quantità (difficile da stimare) di persone che fumano sia le sigarette tradizionali sia quelle elettroniche, a seconda delle necessità e delle limitazioni imposte dalla legge per il fumo nei locali pubblici. Partendo da questi dati, PHE smentisce studi precedenti secondo i quali le sigarette elettroniche sarebbero pericolose perché potrebbero avvicinare i più giovani al fumo: i casi di persone che non hanno mai fumato prima e che iniziano con le sigarette elettroniche sono intorno all’1 per cento, dice la ricerca.

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Le sigarette elettroniche hanno avuto fortune alterne nei paesi dove sono state introdotte, anche a causa di studi che ne hanno messo in discussione la sicurezza e di provvedimenti da parte delle autorità sanitarie che ne hanno limitato l’utilizzo. Proprio questa settimana la University of Southern California ha pubblicato uno studio in cui si dice che gli adolescenti statunitensi hanno fino al doppio di probabilità di avvicinarsi alle sigarette tradizionali dopo avere provato quelle elettroniche: un dato che contrasta sensibilmente con le stima del PHE, riferito comunque a un paese diverso. Altri studi pubblicati negli ultimi anni si sono occupati degli additivi presenti nei preparati per le sigarette elettroniche e che servono per dare gusto al vapore, in modo da ricordare quello delle sigarette con il classico tabacco: il timore è che possano sviluppare sostanze pericolose per la salute quando sono inalati, causando danni diversi dalle sigarette tradizionali, ma comunque da non sottovalutare.

La ricerca del PHE ritiene comunque i rischi associati alle sigarette elettroniche enormemente inferiori rispetto a quelli delle sigarette tradizionali. Lo studio è stato accolto molto positivamente da diverse organizzazioni che nel Regno Unito danno assistenza a chi vuole smettere di fumare. L’associazione Action on Smoking and Health, una delle più importanti tra quelle britanniche, stima che ci siano circa 8 milioni di fumatori solo in Inghilterra, che potrebbero trarre benefici importanti passando alle sigarette elettroniche “e che fino a ora non lo hanno fatto anche per la paura dovuta a motivi sanitari senza fondamento”. Secondo l’organizzazione “se ogni fumatore passasse alle sigarette elettroniche, diverse centinaia di migliaia di morti premature potrebbero essere prevenute entro un anno”.

Sally Davies, primo responsabile medico (Chief Medical Officer) del sistema sanitario pubblico britannico, spiega che gli effetti nel lungo periodo delle sigarette elettroniche non sono comunque ancora noti e che quindi devono essere usate con cautela, per periodi di tempo compatibili con le soluzioni per smettere di fumare. Davies ha detto: “Voglio che questi prodotti siano venduti come i medicinali. Questo permetterebbe di dare garanzie sulla loro sicurezza, qualità ed efficacia per chi desidera smettere di fumare, specialmente per quanto riguarda gli additivi utilizzati, il fronte su cui sappiamo meno cose legate ai rischi da inalazione”. L’agenzia che si occupa dell’approvazione e del controllo dei farmaci nel Regno Unito è del resto già al lavoro da un paio di anni per realizzare linee guida da seguire per eventuali approvazioni di sigarette elettroniche da usare come i farmaci.

Nel suo studio, il PHE invita comunque le autorità di controllo a vigilare sul mercato delle sigarette elettroniche e cita esplicitamente le grandi aziende del tabacco, che negli ultimi anni si sono organizzate per produrre a loro volta sigarette elettroniche. I quattro principali produttori di tabacco –Philip Morris International, British American Tobacco, Imperial Tobacco Group e Japan Tobacco – stanno investendo centinaia di milioni di euro per realizzare sigarette elettroniche che permettano di differenziare il loro fatturato, recuperando in parte le potenziali perdite dovute alla minore vendita di sigarette tradizionali. Imperial Tobacco aveva già presentato una richiesta per l’approvazione nel Regno Unito della sua sigaretta elettronica Puritane come dispositivo medico.

In Italia le sigarette elettroniche e le sostanze da inalare possono essere acquistate solamente dai maggiorenni. A metà 2013, il Consiglio Superiore di Sanità ha dato parere negativo al ministero della Salute circa la collocazione delle sigarette elettroniche contenenti nicotina tra i medicinali. Altri stati hanno preso decisioni simili, ma il dibattito politico e scientifico prosegue e in molti casi sta rallentando l’adozione di linee comuni per la regolamentazione.