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«Teste marchiate con i coltelli per gli africani che non obbedivano agli ordini, cinghiate per gli arabi, calci e pugni al volto per gli uomini sposati, picchiati davanti alle moglie. È una galleria dell’orrore il racconto raccolto nelle ultime ore dagli uomini della squadra mobile di Palermo che, proprio grazie alle testimonianze dei sopravvissuti, hanno arrestato i cinque presunti scafisti del motopesca che si è capovolto e affondato due giorni fa a quindici miglia a nord di Al Zwara, portandosi in fondo al mare, chiusi nella stiva, almeno duecento persone, oltre alle ventisei vittime ripescate».
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