Marianna Madia, ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione. (Fabio Cimaglia / LaPresse)
  • Italia
  • martedì 4 Agosto 2015

Come cambia la pubblica amministrazione

La riforma adesso è legge: tra le altre cose prevede l'assorbimento della Guardia Forestale dentro un altro corpo di polizia

Marianna Madia, ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione. (Fabio Cimaglia / LaPresse)

Il Senato ha approvato con 145 voti favorevoli, 97 contrari e nessun astenuto la riforma della pubblica amministrazione, che adesso è legge. Secondo le stime del governo decise nel DEF, la riforma dovrebbe valere 0,4 punti di PIL in più nei prossimi cinque anni. La riforma contiene, tra le altre cose, una trasformazione complessiva del ruolo dei dirigenti, una riduzione delle forze di polizia, il taglio delle prefetture e delle camere di commercio, il riordino degli uffici con competenze sovrapposte. Le nuove norme sono spiegate più nel dettaglio dal Sole 24 Ore: ma per avere piena contezza del suo impatto bisognerà attendere i 15 decreti delegati che il governo dovrà approvare nei prossimi mesi.

I dirigenti
Il riordino della dirigenza è uno dei punti nevralgici della riforma. Con la delega arriva il ruolo unico dei dirigenti (uno per lo Stato, uno per le regioni e uno per gli enti locali). Gli incarichi, assegnati in base al merito e alla formazione continua, possono durare quattro anni (con l’aggiunta di due anni, se necessario, ma per una sola volta). Chi rimane senza incarico può chiedere di essere “demansionato” a funzionario per non perdere il posto. In ogni caso, la licenziabilità è sempre vincolata a una «valutazione negativa» sull’operato del dirigente. Prevista la possibilità di divieto o revoca dell’incarico in settori esposti al rischio corruzione per i dirigenti condannati anche in via non definitiva dalla Corte dei conti al risarcimento del danno erariale. Cancellata la figura del segretario comunale, ma per tre anni potranno continuare a esercitare le stesse funzioni di legalità. Tra le deleghe più pesanti, quella della riscrittura del testo unico del pubblico impiego, che tra l’altro dovrà puntare a rendere concreti e certi i tempi dell’esercizio dell’azione disciplinare nei confronti dei dipendenti pubblici. Le visite fiscali saranno affidate all’Inps e non più alle Asl. E chi è vicino alla pensione potrà scegliere di lavorare part time, mantenendo i contributi pensionistici per il tempo pieno solo con versamenti volontari.

Le forze di polizia diventano quattro
Il Corpo forestale dello Stato sarà assorbito in un’altra forza di polizia, probabilmente i Carabinieri (ma sarà il decreto attuativo a stabilirlo). Il passaggio punta all’unitarietà e all’omogeneità del passaggio delle funzioni (di tutela ambientale e alimentare), ma con margini di trasferimento anche altrove di un contingente limitato. Il personale con funzioni anti-incendio passerà invece sotto i Vigili del fuoco. In generale, per tutte le forze dell’ordine, la delega prevede un riordino dell’assetto funzionale e organizzativo, con un più stretto legame con il merito, in particolare per le progressioni di carriera. Istituito infine il numero unico per le emergenze – il 112 – da estendere a tutto il territorio nazionale, che assorbirà tutti quelli finora attivi: il 118, il 113 e il 115.

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