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  • mercoledì 8 Luglio 2015

In Brasile sono entrate in vigore nuove regole per ridurre, tra l’altro, il numero dei parti cesarei che negli ospedali privati raggiunge l’85 per cento

In Brasile sono entrate in vigore nuove regole per ridurre, tra l’altro, il numero dei parti cesarei che negli ospedali privati raggiunge l’85 per cento e in quelli pubblici il 45. Le donne che vogliono partorire naturalmente in un ospedale del Brasile spesso trovano tutti i posti letto riservati alle operazioni programmate.

Le nuove norme prevedono anche l’obbligo per i medici di informare le donne che devono partorire sui rischi dell’operazione e di chiedere loro di firmare un modulo per il consenso prima dell’eventuale cesareo. I medici dovranno anche giustificare il motivo per cui cesareo si rende necessario, compilando un registro di come si è sviluppato il travaglio. A ogni donna incinta verrà inoltre d’ora in poi assegnata una cartella con le note mediche che registra la storia della sua gravidanza e che lei potrà portare con sé se deciderà di cambiare medico. Le nuove regole sono state introdotte per ridurre le procedure chirurgiche non necessarie, e per garantire che le donne incinte siano consapevoli dei rischi associati ai parti cesarei.

Il paese si scontra anche con una resistenza culturale al parto naturale. I ricercatori dicono che molte donne vedono il cesareo come un metodo di nascita più civile e moderno, mentre quella naturale come primitiva e più rischiosa: è inoltre credenza popolare che una nascita attraverso un parto naturale possa rendere le donne sessualmente meno attraenti.

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