Tony Martin, poco prima di vincere la quarta tappa del Tour de France (AP Photo/Peter Dejong)
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  • martedì 7 Luglio 2015

La quarta tappa del Tour de France è stata vinta da Tony Martin

Vincendo ha anche conquistato la maglia gialla: Chris Froome è ora secondo, con 12 secondi di ritardo

Tony Martin, poco prima di vincere la quarta tappa del Tour de France (AP Photo/Peter Dejong)

Aggiornamento: il tedesco Tony Martin ha vinto quarta tappa del Tour de France, arrivando davanti a John Degenkolb e Peter Sagan. Non ci sono stati distacchi tra Nibali, Froome e Contador.

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Poco dopo le 12 di oggi è partita da Seraing, in Belgio, la quarta tappa del Tour de France; dopo aver percorso 223,5 chilometri i corridori arriveranno a Cambrai, in Francia: l’arrivo del primo corridore sarà tra le 17 e le 18, a seconda della sua velocità media. La tappa di oggi si corre al confine tra Francia e Belgio, in quelle stesse zone da cui passa la Parigi-Roubaix, la più importante corsa ciclistica di un giorno, che si tiene ogni anno ad aprile. La Parigi-Roubaix è famosa perché parte del suo percorso è su dei tratti in pavé: una superficie insolita nel ciclismo su strada, particolarmente difficile da affrontare, specialmente a certe velocità e in caso di pioggia. La tappa di oggi da Seraing a Cambrai sarà quindi sicuramente insolita e interessante, oltre che probabilmente molto importante per la classifica generale del Tour de France.

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Nella stagione ciclistica le corse con tratti di pavé sono poche, e pochi sono gli “specialisti del pavé”: quei corridori – perlopiù del Belgio – particolarmente abili e veloci sui tratti in pavé, composti da cubetti di pietre irregolari, su cui c’è un alto rischio di cadute e forature. Nella tappa di oggi del Tour de France si troveranno a correre sul pavé dei corridori che non sono specialisti ma che se vogliono vincere la maglia gialla del Tour devono rimanere con i migliori, provando a staccare gli avversari. I tratti in pavé sono anche molto stretti: il gruppo, composto da quasi 200 corridori, si allungherà molto, fino a spezzarsi in molti gruppi più piccoli. Chi si staccherà, chi cadrà e chi forerà potrebbe perdere secondi e anche minuti da chi dovesse riuscire a rimanere in testa al gruppo.

La quarta tappa del Tour de France

Nella tappa di oggi i tratti in pavé sono in tutto sette, gli ultimi sei dei quali si trovano negli ultimi 30 chilometri prima dell’arrivo (l’ultimo finisce a circa 13 chilometri dal traguardo). Chi dovesse sbagliare qualcosa o perdere terreno rispetto ai primi non avrebbe quindi molti chilometri per provare a recuperare. La tappa di oggi potrebbe quindi davvero essere determinante per la classifica generale, così come lo fu una tappa simile, corsa nel Tour de France dell’anno scorso: vinse l’olandese Lars Boom ma al terzo posto arrivò l’italiano Vincenzo Nibali, che riuscì a guadagnare circa un minuto e 30 secondo sullo spagnolo Alberto Contador, uno dei suoi principali rivali. Sempre in quella tappa si ritirò, per le conseguenze di alcune cadute, il britannico Chris Froome.

Anche quest’anno Froome e Contador sono, insieme a Quintana, i principali avversari di Vincenzo Nibali. Froome è in maglia gialla, con 36 secondi di vantaggio su Contador, con un minuto e 38 secondi di vantaggio su Nibali e con quasi due minuti di vantaggio su Quintana. Finora si sono corse tre tappe e in ognuna è successo qualcosa di importante: nella prima tappa Nibali è riuscito a guadagnare alcuni secondi sugli avversari, nella seconda tappa una caduta e il vento hanno fatto perdere a Nibali e Quintana più di un minuto da Froome e Contador, nella terza tappa un arrivo sul “muro” di Huy, in Belgio, ha permesso a Froome di guadagnare alcuni secondi sui rivali, e di conquistare la maglia gialla. Il “muro” di Huy è una famosa salita di poco più di un chilometro – molto breve ma molto ripida – che fa parte degli ultimi chilometri del percorso della Freccia Vallone, un’importante classica belga che si corre, come la Parigi-Roubaix, in aprile.

Fino a ieri la maglia gialla era indossata da Fabian Cancellara: un forte corridore svizzero che però è rimasto coinvolto in una grossa caduta ed è arrivato al traguardo con oltre 10 minuti di ritardo. Dopo la caduta ha percorso più di 50 chilometri con due vertebre fratturate, e l’ha fatto perché non è usanza che un corridore in maglia gialla si ritiri dalla tappa. Per rispettare le tradizioni e la maglia che indossava Cancellara ha quindi pedalato fino al traguardo, per poi ritirarsi a gara terminata: nel ciclismo funziona così.

La quarta tappa del TourFabian Cancellara, subito dopo essere caduto, a più di 50 chilometri dall’arrivo (Doug Pensinger/Getty Images)