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  • Giovedì 25 giugno 2015

Lo sciopero dei tassisti francesi contro UberPop

Ci sono proteste e disordini sia a Parigi che in altre città della Francia, con lunghe code, aeroporti e stazioni bloccate

Le proteste dei tassisti a Porte Maillot, Parigi, 25 giugno 2015 (THOMAS SAMSON/AFP/Getty Images)
Le proteste dei tassisti a Porte Maillot, Parigi, 25 giugno 2015 (THOMAS SAMSON/AFP/Getty Images)

Aggiornamento: il ministro dell’interno francese, Bernard Cazeneuve, ha detto che il servizio di UberPop è illegale e ha chiesto alla polizia di provvedere alla sua chiusura.

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È in corso in diverse città della Francia uno sciopero dei tassisti contro UberPop, un servizio di Uber – l’azienda di trasporto privato che si usa con un’app del cellulare – che permette a chiunque di registrarsi come autista e usare la propria auto per trasportare clienti a pagamento. I tassisti francesi – come già accaduto in altre città e anche in Italia –  accusano il servizio di concorrenza sleale.

Dalla mattina di giovedì i taxi hanno bloccato l’accesso agli aeroporti di Parigi e ad altri punti strategici della città e della periferia, creando lunghe code e disagi: a Porte Maillot ci sono stati anche dei disordini, con auto rovesciate, pneumatici bruciati in mezzo alla strada e un fotografo di Libération che, secondo quanto scritto dal direttore del giornale, è stato aggredito. Secondo la polizia, in tutta la Francia si sono mobilitati 2.800 tassisti.

Sono stati segnalati più di 20 chilometri di code intorno a Nizza e a Lille, ci sono rallentamenti a Marsiglia, nel centro di Lione dove la scorsa settimana un cliente era stato aggredito e picchiato da dei tassisti e a Bordeaux, a Tolosa l’accesso alla stazione e all’aeroporto sono bloccati dalle 8.00. Intanto sul sito di Uber è segnalato che a causa dello sciopero dei taxi la domanda per il servizio sarà molto alta e potrebbero esserci problemi.

Uber è un servizio di trasporto, una via di mezzo tra il taxi e il noleggio di macchine private. È attivo in diverse grandi città del mondo tra cui New York, Londra, Parigi e Amsterdam. In Italia è presente a Roma e a Milano da circa un anno. Funziona tramite un’applicazione per smartphone e si paga attraverso l’applicazione, con carta di credito. Uber applica una tariffa mista, a tempo e a distanza, a seconda dell’andatura della macchina (al di sotto di una certa velocità si paga a tempo, al di sopra si pagano i chilometri percorsi). Il servizio calcola in anticipo la tariffa della corsa e in un secondo momento la addebita sulla carta di credito, inviando poi un dettaglio sulla spesa e sul percorso fatto.

Uber utilizza una serie di berline di lusso, mediamente superiori ai taxi dal punto di vista dei comfort e delle prestazioni, e infatti è un servizio più costoso rispetto alle tariffe dei taxi (dal 20 al 30 per cento in più). Secondo i tassisti francesi, Uber e in particolare UberPop fanno loro concorrenza sleale: offrono un servizio tecnicamente simile a quello dei taxi ma senza disporre della licenza, senza che i conducenti versino i contributi, senza che abbiano seguito le 250 ore di formazione richiesta e senza alcuna assicurazione professionale.