Il presidente del Consiglio Matteo Renzi durante il suo intervento nell'aula del Senato (Roberto Monaldo / LaPresse)
  • Italia
  • mercoledì 24 giugno 2015

La riforma della scuola in Senato

È iniziata la discussione del disegno di legge "La Buona Scuola", il governo ha presentato un maxi-emendamento

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi durante il suo intervento nell'aula del Senato (Roberto Monaldo / LaPresse)

Il disegno di legge sulla riforma della scuola – chiamata dal governo “La Buona Scuola” – arriverà alle 16.30 in aula al Senato: sarà esaminato il testo approvato dalla Camera, al quale saranno presentate le proposte di modifica da parte dei relatori della commissione Istruzione al Senato (Francesca Puglisi del PD e Franco Conte di Alleanza per l’Italia) riunite in un maxi-emendamento, su cui è probabile che il governo ponga giovedì la questione di fiducia.

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha spiegato che «se il dibattito parlamentare sarà tranquillo non porremo» la fiducia, dicendo anche che «con il maxiemendamento abbiamo fatto uno sforzo di farci carico delle diverse posizioni: se va in porto la riforma ci saranno 100mila assunzioni e più soldi ai professori. Se non va in porto verranno assunti solo i 20-25mila previsti dal turn over». I senatori, ha concluso Renzi, «devono avere bene chiara l’alternativa e poi decidere se fare ostruzionismo o scommettere sul futuro del paese».

Il testo arriverà quindi in aula senza l’approvazione della commissione, dove erano stati presentati quasi 3mila emendamenti e dove non è stato possibile trovare una mediazione. Il compromesso trovato dai due relatori prevede 100mila assunzioni entro il prossimo mese di agosto e lo slittamento di una parte della riforma al 2016/2017. Perché la riforma possa essere applicata dal prossimo anno scolastico, bisogna approvarla entro il 30 giugno. Negli ultimi giorni Renzi aveva insistito sul fatto che rinviando l’entrata in vigore della riforma sarebbero state rinviate anche le 100.000 assunzioni che prevede: in molti hanno accusato Renzi di avere usato la questione dei precari come una sorta di ricatto, mentre le opposizioni hanno proposto di mantenere gli emendamenti e, intanto, di fare approvare a parte il capitolo sulle assunzioni dei precari. Il governo si è difeso ricordando che l’assunzione dei precari fa parte di un piano più ampio contenuto nella riforma, anche per quanto riguarda le coperture finanziarie, e che quindi non sarebbe possibile dividere le assunzioni dal resto della “Buona Scuola”.

Al Senato come alla Camera il dissenso alla riforma si concentra sulle categorie dei precari da assumere, cioè su coloro che sono esclusi dal piano, sui poteri dei presidi, sugli sgravi e gli aiuti per le scuole paritarie. Le novità introdotte dal maxi-emendamento sono state spiegate così dalla Stampa:

Centomila assunzioni entro il mese di agosto, presidi valutati ma senza incarichi a tempo, prof valutati anche da un elemento esterno, assunzione da settembre anche per gli idonei al concorso 2012 e un concorso per tutti gli altriche sarà bandito entro il primo dicembre sono alcune delle novità del maxiemendamento presentato in commissione Istruzione al Senato dai relatori Francesca Puglisi del Pd e Franco Conte di Ap.

I dirigenti scolastici saranno giudicati in base al miglioramento formativo e scolastico degli studenti, sulla direzione unitaria della scuola, le competenze gestionali e organizzative e la valorizzazione dei meriti del personale dell’istituto. Per la loro valutazione, per il triennio 2016-2018, potranno essere affidati incarichi ispettivi a tecnici del ministero dell’Istruzione. Non è stata inserita nel testo l’ipotesi di cui si era parlato nei giorni scorsi di un incarico a tempo per i dirigenti.

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