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  • martedì 23 giugno 2015

Gli arresti contro il Calcio Catania

Il presidente, l'amministratore delegato e il direttore generale sono accusati di aver comprato alcune partite per far restare la squadra in Serie B

Pablo Cosentino e Antonio Pulvirenti. (Davide Anastasi/LaPresse)

I tre più importanti dirigenti della squadra di calcio del Catania – il presidente Antonio Pulvirenti, l’amministratore delegato Pablo Cosentino e il direttore generale Daniele Delli Carri – sono stati arrestati e sono indagati per frode sportiva, con l’accusa di aver comprato alcune partite dell’ultimo campionato di Serie B, la categoria del Catania, per evitarne la retrocessione in Lega Pro. I dirigenti del Calcio Catania sono agli arresti domiciliari. Le altre persone arrestate, scrivono i giornali, sono due procuratori sportivi e due agenti di scommesse sportive.

Chi è Antonio Pulvirenti
Antonio Pulvirenti è un imprenditore catanese, proprietario della catena di supermercati Fortè e già proprietario della compagnia aerea lowcost Windjet. È diventato proprietario e presidente del Calcio Catania nel 2004, portando la squadra alla promozione in Serie A nel 2006; il Catania è rimasto in Serie A fino al 2014, negli anni ha avuto calciatori e allenatori importanti come Diego Pablo Simeone, Sinisa Mihajlovic e Vincenzo Montella. Pulvirenti ha fatto sapere, tramite il suo avvocato Giovanni Grasso, di avere «massima fiducia nella magistratura» e ha detto di essere «certo di potere dimostrare la totale estraneità ai fatti»

Quali sarebbero le partite “comprate”
Durante l’ultima stagione in Serie B – in cui molti si aspettavano un immediato ritorno del Calcio Catania in Serie A – la squadra ha giocato male per gran parte dell’anno, soprattutto fuori casa: e ha evitato una nuova retrocessione in Lega Pro solo grazie ad alcuni buoni risultati ottenuti nelle ultime partite. Le partite considerate sospette dalla procura sono “almeno cinque, forse sei”: Varese-Catania (0-3), Catania-Trapani (4-1), Latina-Catania (1-2), Catania-Ternana (2-0), Catania-Livorno (1-1), forse anche Catania-Avellino (1-0), tutte partite giocate tra la fine di marzo e l’inizio di maggio del 2014. Grazie a questi risultati il Catania uscì dalla zone retrocessione della classifica e riuscì a non retrocedere.

Scrive Repubblica:

Il nome del Catania calcio era emerso già il 19 maggio scorso nell’ambito dell’inchiesta “Dirty Soccer” che portò all’arresto di 50 persone tra dirigenti sportivi, allenatori, giocatori, dirigenti e scommettitori italiani e stranieri che aveva truccato decine di partite del campionato di serie B. L’interesse dell’organizzazione criminale che combinava le partite si era rivolta anche all’incontro Catania-Crotone del 16 febbraio 2015. Alla vigilia dell’incontro uno dei principali protagonisti dell’organizzazione l’albanese Edmond Neriìjaku insieme ad un altro degli arrestati, Ercole De Nicola, si dicevano certi di “combinare” l’incontro Catania – Crotone al punto che Nerjaku investì 21 mila euro sulla vittoria del Catania. Le cose però non andarono come previsto e l’incontro si era concluso con un pareggio, 1-1.

Tra gli indagati ci sono anche i dirigenti e i calciatori di altre squadre di calcio, non solo di Serie B, scrive La Sicilia:

Pietro Lo Monaco, Fabrizio Ferrigno e Alessandro Failla, rispettivamente proprietario, direttore sportivo e amministratore delegato del Messina (finiti sotto inchiesta perché avrebbero comprato la partita Messina Ischia), e i calciatori Alessandro Bernardini (Livorno), Riccardo Chiamozzi (Varese), Luca Pagliarulo e Antonino Taibi (Trapani) e Matteo Bruscaggin (Latina).

Il presidente della Lega di Serie B, Andrea Abodi, ha detto: «La prima reazione è sicuramente un grande dolore, perché lavoriamo ogni giorno per rendere comunque credibile e per aumentare la reputazione del nostro contesto, quindi questa è una notizia che ci lascia sgomenti. Bisogna reagire immediatamente e continuare il nostro lavoro, l’impegno verrà ulteriormente moltiplicato. Mi auguro che le cose vengano chiarite, che si sappia la verità il prima possibile e che comunque, di fronte a certi fenomeni, la risposta in caso di conferma sia dura, e faccia capire che il nostro mondo non è disposto ad accettare nessun tipo di accomodamento o accordo che mortifichi il campo e il valore sportivo di una competizione». Pulvirenti ha detto di essere innocente.

Le intercettazioni

E ora cosa succede?
All’inchiesta della procura si affiancherà quella della giustizia sportiva, che dovrà prendere delle decisioni molto più in fretta: l’inizio del prossimo campionato di Serie B è fissato per il 21 agosto. L’indagine contro il Catania – e le altre squadre potenzialmente coinvolte – potrebbe scombinare parecchio la lista delle società partecipanti al torneo. Scrive Fulvio Bianchi su Repubblica:

Il rischio di illecito non è soltanto per il club siciliano di Pulvirenti ma anche per le società che avrebbero venduto le partite. Per quanto riguarda il Catania c’era stata una segnalazione di flussi anomali di scommesse da parte della Agenzia delle Entrate e la procura federale aveva aperto un fascicolo. A questo punto si pone il problema dei calendari e degli organici – a cascata dalla Serie B alla D passando per la Lega Pro – con un’estate rovente tra processi sportivi (da concludere entro agosto), problemi finanziari che potrebbero portare all’esclusione di altre squadre (il Parma è già fuori) e ripescaggi: non è escluso quindi che l’inizio dei campionati possa slittare. La B dovrebbe partire con gli anticipi di venerdì 21 agosto: Palazzi potrebbe rinunciare agli interrogatori (visto che molti sono ai domiciliari e si rifiutano di farsi sentire dalla giustizia sportiva) e procedere ai deferimenti solo con le carte che arrivano dalle varie Procure. Abodi si augura di partire regolarmente il 21 agosto, con 22 squadre non è semplice trovare le date. Ma il rischio c’è.

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