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  • lunedì 8 giugno 2015

Il buon risultato di PEGIDA a Dresda

Per la prima volta il movimento xenofobo tedesco si è presentato a un'elezione locale ed è andato molto meglio delle aspettative

Manifesto elettorale della candidata di Pegida a Dresda Tatjana Festerling (Arno Burgi/picture-alliance/dpa/AP Images)

Alle elezioni municipali di Dresda, una città di 530mila abitanti nella Germania orientale, la candidata del movimento “PEGIDA”, Patriotische Europäer gegen die Islamisierung des Abendlandes (significa “Europei patriottici contro l’islamizzazione dell’Occidente”) ha ottenuto quasi il 10 per cento dei voti. PEGIDA è un’associazione xenofoba tedesca di cui si è parlato molto negli ultimi mesi, per via delle sue manifestazioni sempre più affollate; Dresda è la città dove l’associazione è più popolare e dove i suoi simpatizzanti hanno cominciato qualche mese fa a marciare ogni settimana contro l’immigrazione e la minoranza musulmana. Il risultato è rilevante perché è stata la prima volta che PEGIDA si è presentato a un’elezione e perché ha ottenuto più voti delle aspettative. La candidata Tatjana Festerling, secondo i risultati non ancora definitivi, ha ottenuto il 9,6 per cento dei voti arrivando quarta; un sondaggio condotto prima delle elezioni dava PEGIDA tra l’1 e il 2 per cento.

Le elezioni sono state vinte da Eva-Maria Stange, candidata dei socialdemocratici (SPD) sostenuta anche dai Verdi e dalla sinistra radicale Die Linke, che ha ottenuto il 36 per cento dei voti. Nessuno dei candidati ha ottenuto però la maggioranza assoluta e gli elettori e le elettrici quindi torneranno al voto il prossimo 5 luglio.

Le manifestazioni xenofobe di PEGIDA sono cominciate nel 2014 arrivando a riunire lo scorso gennaio quasi 25mila persone a Dresda. Il fondatore del movimento è il pubblicitario 41enne Lutz Bachmann, di cui si sa molto poco. Non è chiaro dove abbia vissuto e cosa abbia fatto per vari anni: si sa solo che nel corso della sua vita è stato condannato per rapina, traffico di cocaina e guida in stato di ebrezza. Durante un recente comizio, commentando la notizia su una sua vecchia estradizione dal Sudafrica – dove era scappato per evitare le condanne in Germania – ha detto: «almeno lì hanno un sistema di deportazione che funziona». Bachmann si era dimesso da leader del movimento il 21 gennaio a causa di una sua foto girata su Internet e pubblicata dal giornale tedesco Bild in cui aveva un taglio di capelli e baffi che ricordava quello di Hitler: aveva comunque mantenuto una forte influenza all’interno dell’associazione provocando le dimissioni di quattro dirigenti in disaccordo con la sua linea e anche della nuova “segretaria”, ed è tornato leader del movimento dopo poco.

Non è chiarissimo che cosa sostengano i simpatizzanti di PEGIDA: in parte perché è stato vietato loro di parlare con quelli che considerano i lügenpresse, cioè i “giornalisti bugiardi” (lo stesso termine con cui i nazisti erano soliti definire i giornalisti), ma anche perché finora hanno sostenuto posizioni varie, fra cui – oltre a un aumento delle misure anti immigrazione e all’obbligo di parlare tedesco in Germania – il diritto all’”autodeterminazione sessuale”. La campagna elettorale della candidata a Dresda è stata comunque condotta in modo piuttosto aggressivo contro l’immigrazione e le minoranze musulmane nel paese.

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