La curva del Frosinone durante Frosinone-Crotone del 16 maggio 2015 (Giuseppe Bellini/Getty Images)
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  • domenica 17 Maggio 2015

Carpi e Frosinone, mai state in Serie A

Storia della grande stagione di due squadre che fino a due anni fa giocavano in Lega Pro, e che quest'anno hanno dominato la Serie B

La curva del Frosinone durante Frosinone-Crotone del 16 maggio 2015 (Giuseppe Bellini/Getty Images)

Manca una sola giornata alla conclusione del campionato di Serie B, il secondo campionato di calcio per importanza in Italia, ma le prime due posizioni – che qualificano direttamente per la Serie A – sono già state assegnate: il torneo è stato vinto dal Carpi, mentre al secondo posto è arrivato il Frosinone. È la prima volta nella storia che le due squadre accedono alla Serie A.

Carpi e Frosinone condividono molte cose, sulla carta. Entrambe sono le squadre più importanti di una piccola città con meno di 100mila abitanti. Nessuna delle due era considerata favorita per i primi posti all’inizio dell’anno: e fino a due anni fa entrambe giocavano ancora in Lega Pro, il nuovo nome della Serie C. Carpi e Frosinone, inoltre, sono due fra le tre squadre citate da Claudio Lotito in una nota telefonata registrata e diffusa a gennaio del 2015, in cui si augurava con toni piuttosto bruschi che fossero promosse in Serie A poche squadre “di provincia”. Abbiamo messo insieme una piccola guida per distratti per raccontare come sono arrivate in Serie A.

Carpi
Il Carpi è stato fondato nel 1909 e ha passato la maggior parte della sua storia a giocare fra la Serie D e l’Eccellenza. Negli anni Novanta, grazie anche alle annate in cui gli allenatori della squadra furono Giovanni De Biasi e Luigi De Canio – futuri allenatori di squadre di Serie A – il Carpi riuscì a giocare anche in Serie C1, cosa che all’epoca fu considerata un grande risultato. De Canio se ne andò nel 1997, e nel giro di tre anni il Carpi ottenne due retrocessioni e dichiarò bancarotta. Fra il 2002 e il 2009 restò una squadra mediocre di Serie D. Nel giro delle tre stagioni seguenti, il Carpi ottenne due promozioni e nel 2013 giocò per la prima volta nella sua storia in Serie B.

Il Carpi ha perso solo quattro partite in tutta la stagione: ha la miglior difesa della Serie B e in generale gioca un calcio organizzato ed efficace. È in testa dalla dodicesima giornata, quando ha battuto per 1-0 il Vicenza, altra squadra che sta andando molto meglio del previsto (al momento è terza). In pratica, ha dominato il campionato. Dall’inizio di questa stagione il Carpi è allenato dal 60enne Fabrizio Castori, che non ha mai allenato in Serie A ed è noto fra le altre cose per essere stato squalificato per due anni nel 2004 in seguito a una rissa durante una partita contro il Lumezzane. Castori fa giocare il Carpi con un modulo 4-3-3 (e all’occorrenza 4-4-1-1) dai frequenti contropiedi.

In molti ancora non si spiegano il successo del Carpi, che non ha né un settore giovanile superiore alla media, né un grande stadio proprio, né un ricchissimo proprietario, tre cose che al giorno d’oggi determinano gran parte dei risultati e delle ambizioni di una squadra di calcio. La squadra è di proprietà dal 2011 di Stefano Bonacini, capo del marchio di moda Gaudì, che ha sede a Carpi. Lo stadio della squadra, il Cabassi, contiene poco più di quattromila persone e ora dovrà essere ampliato per contenerne 10mila. Gran parte della squadra di quest’anno è stata costruita comprando buoni giocatori che altrove facevano le riserve, come l’attaccante nigeriano Jerry Mbakogu, che quest’anno ha segnato 15 gol; da giocatori maturi oppure talentuosi arrivati in prestito da squadre più forti, come il giovane portiere brasiliano Gabriel, in prestito dal Milan; o da altri pescati da serie minori, come Kevin Lasagna, l’attaccante 22enne che l’anno scorso giocava in Serie D nell’Este. In questa stagione il Carpi spenderà circa 1,6 milioni di euro per pagare lo stipendio a tutti i giocatori della rosa: è più o meno la cifra che prende in un anno la riserva di una grande squadra di Serie A.

Frosinone
Anche il Frosinone ha passato gran parte della storia fra la Serie D e la Serie C. È stato fondato nel 1928 ed è stato promosso per la prima volta in Serie B nel 2006: ci è rimasto per quattro stagioni, e nel 2011 è tornato in Lega Pro. Alla fine della stagione 2013-2014 ha vinto la finale dei playoff di Lega Pro contro il Lecce, tornando in Serie B con l’obiettivo di salvarsi.

La squadra è di proprietà di Maurizio Stirpe, imprenditore di 57 anni nato a Frosinone e attuale presidente di un’associazione di imprenditori laziali interna a Confindustria, Unindustria. L’allenatore della squadra è Roberto Stellone, 37enne ex attaccante di Napoli, Genoa e Torino diventato l’allenatore della prima squadra nel 2012, a soli 34 anni. La rosa del Frosinone è formata perlopiù da giocatori con una discreta esperienza in Serie B, e da ex promesse di grandi squadre. Il capitano è Alessandro Frara, 32enne centrocampista cresciuto nelle giovanili della Juventus, con cui a meno di 20 anni esordì anche in Champions League.

I due principali acquisti del calciomercato di gennaio sono stati Mario Santana e Arturo Lupoli. Santana è un centrocampista esterno argentino di 33 anni che ha giocato per anni a buoni livelli con Fiorentina, Palermo e Torino. Lupoli è un attaccante italiano di 27 considerato un grandissimo talento, da ragazzo. Nell’estate del 2004 è stato uno dei due giovani più forti della primavera del Parma comprati da grandi squadre per via del fallimento della società: il suo cartellino è stato comprato dall’Arsenal (l’altro ragazzo era Giuseppe Rossi, comprato dal Manchester United). Fra il 2004 e il 2006 Lupoli ha segnato 4 gol in 9 partite con l’Arsenal, ma in seguito si è un po’ perso: non segna dieci gol in una sola stagione dal 2006-2007, quando ne ha segnati 11 nella Serie B inglese col Derby County (in questa stagione ne ha segnati 9, otto col Varese e uno col Frosinone).

Il Frosinone ha cominciato da subito molto bene la stagione, rimanendo fra le prime tre in classifica per quasi tutto il girone di andata, per poi avere un piccolo calo all’inizio del girone di ritorno (ha ottenuto un solo punto nelle prime cinque partite del girone di ritorno). Il Frosinone gioca da mesi con un 4-4-2 molto equilibrato e organizzato, con una discreta difesa e un ottimo attacco,  il secondo complessivo della Serie B. Il giocatore più forte della squadra è probabilmente l’attaccante 27enne Federico Dionisi, che l’anno scorso ha giocato nella Serie A portoghese col Olhanense e quest’anno ha già segnato 14 gol. Stirpe, in un’intervista al Messaggero dopo la promozione, ha detto che il piano per il prossimo anno è quello di non “sconvolgere” la squadra.