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  • giovedì 7 maggio 2015

L’abolizione dei vitalizi per i parlamentari condannati

È stata decisa dagli uffici di presidenza di Camera e Senato: riguarda i condannati in via definitiva per reati gravi con pene superiori a due anni

Giovedì pomeriggio l’ufficio di presidenza della Camera e il consiglio di presidenza del Senato hanno approvato l’abolizione dei vitalizi per i parlamentari condannati in via definitiva per reati gravi – come quello di mafia o terrorismo, o reati contro la Pubblica Amministrazione – con pene superiori ai due anni. Verrà inoltre abolito il vitalizio – una specie di “pensione di anzianità” per parlamentari – per i condannati in via definitiva a reati minori, con pene superiori ai due anni e per cui la pena massima dev’essere superiore ai sei anni. La proposta di abolizione era contenuta in una petizione presentata dalle associazioni Libera e Gruppo Abele, che in tutto aveva raccolto più di 520mila firme. Sia alla Camera sia al Senato hanno votato a favore i parlamentari di Partito Democratico, SEL, Scelta Civica, Fratelli d’Italia e Lega Nord. Non hanno partecipato alla votazione i parlamentari di Forza Italia e del Movimento 5 Stelle. La norma, contenuta in una delibera approvata dai due uffici, entrerà in vigore fra due mesi.

 

Secondo un’inchiesta di Panorama nel 2014 la Camera ha dovuto stanziare 139 milioni di euro per pagare i vitalizi agli ex parlamentari, mentre il Senato ne ha spesi 82,5. Non è però chiaro quanti parlamentari saranno interessati dalla nuova norma, e di conseguenza a quanto ammonterà il taglio dei costi sui vitalizi. Il Corriere della Sera ha spiegato che fra gli ex parlamentari a cui verrà abolito il vitalizio ci sono fra gli altri Marcello dell’Utri (condannato a sette anni in Cassazione per concorso esterno in associazione mafiosa), Totò Cuffaro (condannato a sette anni per favoreggiamento a Cosa Nostra) e Arnaldo Forlani (condannato a due anni e quattro mesi per finanziamento illecito nell’ambito della vicenda della “tangente Enimont”).

La presidente della Camera Laura Boldrini e il presidente del Senato Pietro Grasso si sono detti soddisfatti dell’approvazione della delibera. Forza Italia, che non ha partecipato al voto, si è comunque detta d’accordo con l’intento della delibera ma avrebbe preferito che a riguardo fosse stata approvata una legge. L’unico partito dichiaratamente critico sul provvedimento è stato il Movimento 5 Stelle: Luigi di Maio, vicepresidente della Camera, ha definito la delibera «una porcata», mentre Beppe Grillo nel pomeriggio ha detto che i vitalizi «vanno tagliati e basta».

foto: Foto Roberto Monaldo / LaPresse