Cosa ha fatto Hubble questi 25 anni

Bellissime foto, tra le altre cose: il telescopio spaziale è in orbita dal 24 aprile del 1990 e da allora aiuta a conoscere meglio stelle, pianeti, galassie e nebulose

Il 24 aprile di 25 anni fa il telescopio spaziale Hubble fu portato in orbita dallo Space Shuttle Discovery nell’ambito di un progetto molto ambizioso, organizzato dall’agenzia spaziale statunitense NASA e da quella europea ESA. Da allora, Hubble si trova a 560 chilometri dalle nostre teste, ogni 92 minuti compie un giro intorno alla Terra e grazie ai suoi strumenti permette di osservare lo Spazio da un punto di vista privilegiato, senza le distorsioni causate dall’atmosfera terrestre.

Hubble fu chiamato così in onore dell’astronomo statunitense Edwin Powell Hubble (che tra le altre cose teorizzò l’esistenza delle galassie) e in 25 anni ha permesso agli scienziati di effettuare importanti scoperte sulla natura dell’universo e sui fenomeni che ne regolano l’espansione. Tra il 1993 e il 2002 la NASA ha organizzato quattro missioni spaziali per riparare le strumentazioni del telescopio e per installarne di nuove. Le operazioni sono state svolte grazie ad alcune “passeggiate spaziali” degli astronauti, mentre Hubble era agganciato dai bracci meccanici degli Shuttle.

hubble

Per celebrare il 25esimo anniversario in orbita di Hubble, i responsabili del progetto hanno organizzato diverse iniziative, tese soprattutto a fare conoscere meglio le caratteristiche del telescopio e le sue capacità. A inizio anno è stata diffusa una nuova versione ad altissima definizione dei cosiddetti “Pilastri della Creazione”, forse l’immagine più famosa realizzata da Hubble.

(Quelli che colorano lo Spazio)

Oltre a scegliere e diffondere diverse altre immagini spettacolari realizzate dagli strumenti del telescopio spaziale in questi anni, è stata scelta una foto per l’anniversario che mostra Westerlund 2, un ammasso aperto di stelle relativamente giovani e ancora unite tra loro dall’attrazione gravitazionale. Si stima che l’ammasso sia formato da circa 3mila stelle, visibili grazie alle strumentazioni di Hubble che hanno permesso di filtrare otticamente le polveri che di solito rendono molto confusa l’osservazione della regione.

Wasterlund 2

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