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  • lunedì 16 Marzo 2015

La situazione alle Vanuatu dopo il ciclone

Non è ancora chiara: per ora si sa che "Pam" è stato devastante, ma un bilancio di morti e danni si avrà quando tra le circa 60 isole verranno ristabilite le comunicazioni

Tra venerdì 13 e sabato 14 marzo un forte ciclone tropicale soprannominato “Pam” ha colpito le isole di Vanuatu, un piccolo arcipelago a est dell’Australia e uno degli stati più poveri del mondo. Sono morte almeno otto persone, altre 20 risultano ferite, ma circolano stime molto più alte: quando i soccorritori riusciranno a raggiungere le zone più periferiche, e quando tra le circa 80 isole verranno ristabilite le comunicazioni, si avrà molto probabilmente un bilancio definitivo e una chiara descrizione di quello che è successo.

VanuatuIl presidente delle Vanuatu Baldwin Lonsdale – che si trovava in Giappone per una conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e che ha chiesto l’aiuto della comunità internazionale – ha detto che il ciclone Pam è un «mostro» che «ha spazzato via lo sviluppo economico» delle isole e che il paese «va ricostruito da zero». L’UNICEF stima che circa la metà dei 260 mila abitanti dell’arcipelago abbiano subito dei danni.

Domenica hanno cominciato ad atterrare sulle isole i primi aerei militari carichi di aiuti umanitari e di barili di acqua dolce provenienti soprattutto dall’Australia e dalla Nuova Zelanda, ma anche da altre nazioni come la Francia: dopo il ciclone le linee di comunicazione sono state interrotte praticamente in tutto l’arcipelago, il 90 per cento delle case è stato distrutto e sono stati danneggiati anche gli edifici che ospitano ospedali e ambulatori medici. Secondo diverse agenzie umanitarie potrebbe essere uno dei peggiori disastri naturali ad aver mai colpito la zona.

Pam è stato considerato un ciclone del quinto grado, il massimo della scala Saffir-Simpson che classifica i cicloni in base alla loro intensità. Sabato Pam ha causato raffiche di vento fino a 250 chilometri orari e intense piogge che sono proseguite anche dopo il suo passaggio. Si sta ora muovendo lungo la costa orientale della Nuova Zelanda, ma si è indebolito in modo significativo: circa 100 persone sono state comunque evacuate dalle zone costiere di Gisbourne, a est dell’Isola del Nord. Un avviso è stato diramato anche nelle isole Chatham, un arcipelago sempre a est della Nuova Zelanda.