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  • venerdì 6 Marzo 2015

La perizia indipendente su Alberto Nisman

Le analisi chieste dalla famiglia del procuratore argentino che accusava la presidente Cristina Kirchner differiscono da quelle della procura e parlano di omicidio

Giovedì 5 marzo in una sala di San Isidro, vicino a Buenos Aires in Argentina, la giudice Sandra Arroyo Salgado, ex moglie del procuratore Alberto Nisman trovato morto nel suo appartamento lo scorso gennaio, ha presentato i risultati di una perizia indipendente: «Nisman è stato senza dubbio vittima di un omicidio», ha detto, aggiungendo anche che questa tesi «è sostenuta con rigore scientifico» e che «scarta in modo decisivo le ipotesi di un incidente e di un suicidio». Il giorno in cui Nisman è stato trovato morto avrebbe dovuto presentare le sue accuse al Parlamento contro la presidente Cristina Kirchner e parte del suo governo per una vicenda legata a un attentato a un centro ebraico avvenuto nel 1994 in cui morirono 85 persone.

Le autorità argentine non hanno ancora pubblicato i risultati completi dell’autopsia sul corpo di Nisman, le indagini sono ancora in corso e non è chiaro quanto potranno durare. Non è stato dunque ancora stabilito se, in base a quanto raccolto finora, il procuratore sia stato indotto al suicidio, se sia stato assassinato o se si sia ucciso con un colpo di pistola, come sembrano indicare le prove raccolte nel suo appartamento. La procuratrice Viviana Fein, che sta indagando sulla morte di Nisman, ha detto che dai risultati preliminari sull’autopsia ci sono diversi elementi che suggeriscono “nessun intervento” da parte di altre persone nei momenti in cui il procuratore è morto. La prove raccolte nell’appartamento indicano che Nisman sia morto a causa di un unico colpo alla tempia, sparato a breve distanza. Il proiettile è stato ritrovato nel suo cranio e il suo calibro è compatibile con quello della pistola trovata a poca distanza dal suo corpo. Le altre cose certe sono che la porta del suo appartamento era chiusa regolarmente dall’interno e che non c’erano tracce di liti. A metà febbraio nell’appartamento del procuratore era stato scoperto il DNA di una persona non identificata, ma non sono state date altre notizie in proposito.

La perizia indipendente presentata ieri è stata chiesta dalla famiglia di Nisman: i suoi genitori e la giudice Sandra Arroyo Salgado, che è anche madre delle loro due figlie, di otto e quindici anni. È stata condotta da un gruppo di esperti guidato dal legale Osvaldo Roffo, insieme a un medico, un criminologo, uno psichiatra e un informatico. Si tratta di un centinaio di pagine di analisi fatte su foto, video, prove trovate sulla scena, autopsia, rapporti forensi, medici e balistici. I risultati sono stati presentati come basati su verità scientifiche. Durante la conferenza stampa, Sandra Arroyo Salgado ha precisato che mentre veniva eseguita l’autopsia i familiari di Nisman e i periti di parte non erano presenti, come invece sarebbe stato loro diritto, e che tale assenza ha portato a «conclusioni affrettate» e a una serie di equivoci «funzionali agli assassini». La presentazione è stata breve e sono state rese pubbliche solo le informazioni che, secondo la giudice, potevano essere divulgate senza intralciare l’indagine in corso. La perizia indipendente presenta tre principali differenze con le informazioni diffuse finora dalla procura.

Alberto Nisman agonizzò
Sandra Arroyo Salgado ha detto che il procuratore non è morto subito ma ha agonizzato, anche per via di «un’abbondante emorragia esterna».

Il corpo è stato spostato
La giudice ha detto che la posizione in cui è stato analizzato e fotografato il corpo di Nisman non è quella originale. Il corpo cioè è stato spostato e questo potrebbe in qualche modo influire sulle possibili conclusioni finali delle indagini. Non ha però specificato se lo spostamento sia stato causato dal tentativo di aprire la porta del bagno in cui si trovava il corpo di Nisman – e sia stato quindi accidentale – o se sia stato intenzionale (se cioè il corpo sia stato messo in quella posizione dall’assassino).

Il momento della morte
La giudice ha detto che il corpo di Nisman era insanguinato e rilassato, al momento dell’inizio dell’autopsia. Questo significherebbe che la data della morte «è di più o meno 36 ore antecedente all’inizio dell’esame». Poiché questa analisi è stata condotta alle 8 di lunedì 19 gennaio, Nisman sarebbe morto la notte di sabato 17.

Coincidenze
Tra la perizia indipendente e le informazioni della perizia ufficiale ci sono comunque delle informazioni che coincidono: Nisman è morto per un colpo di pistola Bersa calibro 22 come quella trovata nel suo appartamento; questa pistola è anche quella che è stata effettivamente utilizzata; c’era polvere da sparo sulle mani del procuratore e, contrariamente a quanto riportato inizialmente, Nisman non era ubriaco: «Gli esami tossicologici hanno indicato nel suo stomaco la presenza di benzodiazepine comunemente usate dalla vittima in quantità indeterminata, di caffeina in una quantità non determinabile e di alcol, in una quantità compatibile con un apporto minimo o con una fermentazione naturale di elementi ingeriti. Non è stata trovata la presenza di alcol nelle viscere, nel sangue o nell’urina».