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  • domenica 1 Marzo 2015

Le foto della manifestazione di Mosca

Decine di migliaia di persone hanno sfilato per ricordare Boris Nemtsov, il noto oppositore di Putin ucciso venerdì sera

Decine di migliaia di persone – 70mila secondo gli organizzatori, 16mila secondo la polizia – hanno manifestato domenica a Mosca, la capitale della Russia, per ricordare Boris Nemtsov, noto oppositore del governo russo ucciso venerdì sera con alcuni colpi di arma da fuoco. La manifestazione è stata convocata dall’opposizione al governo. Le autorità avevano chiesto di spostarla in periferia, ma gli organizzatori avevano chiesto di rimanere nel centro della città e di attraversare il ponte sul quale Nemtsov è stato ucciso, il ponte Moskvoretsky che si trova vicino al Cremlino, la zona di Mosca dove ci sono le più importanti istituzioni governative della Russia, tra cui la residenza del presidente. Parte dei manifestanti sono riusciti a unirsi alla manifestazione solo nel pomeriggio dopo essere rimasti bloccati, a causa della folla, alle uscite della metropolitana. Si è trattato del più grande evento organizzato dall’opposizione negli ultimi tempi e ricorda i grandi cortei del 2011 e del 2012 contro Vladimir Putin.

Le persone presenti alla manifestazione hanno sventolato bandiere nazionali, ma anche delle bandiere ucraine, e hanno depositato dei fiori nel punto dove Nemstov è stato ucciso. Tra i molti cartelloni mostrati al corteo, diversi avevano lo slogan: “Io non ho paura”. Su altri era scritto: “Boris è morto per il futuro della Russia”, “Avevano paura di te, Boris”, “Gli eroi non muoiono mai”. Ci sono state manifestazioni anche in altre città della Russia: a Novgorod, Voronezh e a San Pietroburgo, la seconda città del paese, dove si sono riunite più di 6mila persone, secondo i dati della polizia. Dei cortei sono stati organizzati anche a Ekaterinbourg, sugli Urali, e a Tomsk, in Siberia.

Boris Nemtsov, ex vice-primo ministro della Russia e oppositore politico del presidente russo Vladimir Putin, è stato ucciso nella notte tra venerdì 27 e sabato 28 febbraio, con quattro colpi di arma da fuoco nel centro di Mosca. Il suo omicidio è stato definito il più importante omicidio politico avvenuto in Russia negli ultimi anni. Non è ancora chiaro da chi e perché sia stato ucciso Nemstov: il governo russo ha parlato di una “provocazione” per screditare il presidente Vladimir Putin, mentre la stampa occidentale ha dato la colpa a Putin e alla propaganda nazionalista molto diffusa nel paese. Le indagini sull’omicidio Nemtsov sono state affidate al Comitato Investigativo, che i media descrivono come una versione russa dell’FBI americana. Putin ha fatto sapere di aver preso direttamente il controllo delle indagini e ha pubblicato una dichiarazione sul sito della presidenza in cui chiede che gli assassini siano arrestati il prima possibile.