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  • mercoledì 25 Febbraio 2015

Il trapianto di bacino a Torino

Per la prima volta al mondo a Torino un ragazzo con un tumore alle ossa è stato curato con la sostituzione di parte del bacino con uno artificiale in titanio

Per la prima volta al mondo una persona malata di cancro alle ossa è stata salvata grazie alla sostituzione di parte del bacino con un emibacino artificiale in titanio. L’operazione è stata svolta al Centro Traumatologico Ortopedico di Torino per risolvere un caso di osteosarcoma al bacino di un ragazzo di 18 anni, che negli ultimi mesi era stato sottoposto a 16 cicli di chemioterapia per provare a fermare il tumore. I trattamenti non avevano dato gli esiti sperati, spingendo i medici a tentare una soluzione alternativa: rimuovere i tessuti ossei ormai compromessi dalle cellule tumorali e sostituirli con una copia di parte del bacino realizzata in titanio.

Mentre il paziente proseguiva con la chemioterapia, i chirurghi del CTO hanno realizzato una TAC del suo bacino. Dalle immagini ottenute è stato possibile creare al computer un modello tridimensionale della parta interessata dal tumore. I dati sono stati inviati a una azienda negli Stati Uniti che ha realizzato l’emibacino in titanio, rivestendolo poi con tantalio, un materiale che favorisce l’integrazione delle protesi con le ossa umane.

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Martedì 24 febbraio il paziente è stato sottoposto ad anestesia e in seguito è iniziato un intervento che nel complesso è durato 11 ore e mezza. I chirurghi hanno dovuto rimuovere la parte destra del bacino e l’anca, interessate entrambe dall’osteosarcoma. Poi hanno ripulito i margini delle ossa e successivamente hanno ricostruito le parti mancanti con le protesi in titanio e tantalio.

L’operazione è tecnicamente riuscita e non ha lasciato alcuna conseguenza per il paziente, che comunque dovrà essere sottoposto a diversi cicli di fisioterapia per recuperare il giusto movimento delle gambe. Nella mattina di mercoledì il ragazzo è stato svegliato, respira autonomamente e sarà trasferito nel reparto di chirurgia oncologica per proseguire le cure.

Foto: CTO di Torino