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  • giovedì 19 febbraio 2015

La Grecia ha un nuovo presidente della Repubblica

È Prokopis Pavlopoulos ed è un conservatore di Nea Dimokratia: è stato eletto al primo turno su (discussa) proposta di Tsipras

Mercoledì 18 febbraio Prokopis Pavlopoulos è diventato il settimo presidente della Repubblica della Grecia. Candidato da Alexis Tsipras e da Syriza, Pavlopoulos ha 64 anni ed è stato ministro dell’Interno dal 2004 al 2009 con il partito conservatore Nea Dimokratia, quello di Antonis Samaras sconfitto alle ultime elezioni – elezioni che si erano tenute in anticipo rispetto alla fine della legislatura proprio perché il Parlamento non era riuscito ad eleggere il nuovo presidente della Repubblica. Pavlopoulos ha ottenuto 233 voti su 300, superando al primo turno la soglia dei 180 voti necessari.

La candidatura di Pavlopoulos è stata decisa da Tsipras il giorno prima del voto al Parlamento ed è stata sostenuta da Syriza, da ANEL (i Greci Indipendenti alleati di Syriza al governo) e da Nea Dimokratia. Tuttavia due deputati, una di Syriza e uno di ND, si sono astenuti in disaccordo sulla scelta del candidato: la deputata di Syriza ha detto che non poteva votare Pavlopoulos «per ragioni di coscienza e tradizione politica», il deputato di ND ha espresso dubbi sulla competenza di Pavlopoulos stesso per questo ruolo. Diversi altri membri di Syriza al Parlamento avevano espresso pubblicamente il loro disaccordo e cercato fino all’ultimo momento di fare pressioni sul primo ministro perché candidasse un “uomo di sinistra”. Tsipras, in un discorso al gruppo dei deputati di Syriza prima del voto, aveva spiegato che c’era «bisogno di un nome che potesse essere accettato dalla maggioranza del parlamento» e che la sinistra «davanti alla storia» non doveva mostrarsi «arrogante e troppo esigente». Tsipras non poteva poi permettersi di entrare in conflitto con il suo alleato al governo, Panos Kammenos di ANEL, che aveva più volte dichiarato che avrebbe sostenuto esclusivamente un candidato di destra. Senza i 13 deputati di ANEL al governo mancherebbe la maggioranza in parlamento.

Prokopis Pavlopoulos ha preso il posto del socialista Karolos Papoulias. Prokopis Pavlopoulos è un professore di diritto amministrativo e un avvocato, ha studiato a Parigi, è sposato e ha tre figli. Nel 1974 è stato segretario del primo capo di Stato greco dopo la caduta della giunta militare, ed è stato ministro dell’Interno dal 2004 al 2009 nel governo guidato da Costas Karamanlis, leader del partito di centrodestra Nea Dimokratia, fondato dallo zio che si chiamava come lui. Durante il suo mandato, Pavlopoulos è stato molto criticato sia all’interno del suo partito per non avere posizioni sufficientemente rigorose sull’immigrazione, sia dalla sinistra per aver favorito l’assunzione di molti funzionari pubblici vicini a Nea Dimokratia.

Pavlopoulos era ministro degli Interni anche all’epoca della grande rivolta di piazza del dicembre 2008 in piazza Syn­tagma e nel quar­tiere di Exar­chia, quando un ragazzo di 16 anni, Ale­xis Gri­go­ro­pou­los, venne ucciso da un agente di polizia. Quell’episodio e quelle proteste furono molto importanti per la sto­ria della Gre­cia, per­ché contribuirono a formare la base elettorale che tra­sfor­mò Syriza in bre­vis­simo tempo da un par­ti­to del 3 per cento alla prin­ci­pale forza poli­tica del paese. Pavlopoulos ha più volte preso posizione contro l’austerità e a favore dei risarcimenti della Germania alla Grecia per i danni di guerra, di cui ha parlato di recente anche Alexis Tsipras.

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