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  • Martedì 20 gennaio 2015

La pubblicità di Starbucks per Martin Luther King

"È ora di guardare alle cose in modo diverso. Di nuovo", con un'idea molto semplice ma molto diretta

di Jonathan Capehart - Washington Post

Le feste e le ricorrenze annuali creano un problema per giornalisti e creativi: come parlare del significato di una certa giornata in un modo che non sia già stato utilizzato in precedenza. Con una pubblicità molto forte, quelli di Starbucks hanno dimostrato di non avere questo problema.

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Gli eventi degli ultimi sei mesi negli Stati Uniti hanno aumentato l’importanza del Martin Luther King Day, una festività nazionale che viene celebrata il terzo lunedì di gennaio ogni anno. Le morti di Michael Brown, Eric Garner e Tamir Rice, e le conseguenti reazioni, sono solo tre dei numerosi esempi di come la speranza del predicatore di Atlanta “We shall overcome” (tradotto: “ce la faremo, supereremo le difficoltà”) rimanga ancora solo un’aspirazione. Senza dubbio, molte parti del famoso discorso di King “I have a dream” sono diventate realtà. Per esempio nelle manifestazioni per le morti di Garner e Brown abbiamo visto “bambine e bambini neri prendersi per mano con bambine e bambini bianchi, come fratelli e sorelle” per proclamare che “le vite dei neri contano”. Ma queste proteste dimostrano anche che molti aspetti del sogno di King sono ancora fuori dalla realtà.

Ferguson, Cleveland e Staten Island sono punti in più su una mappa piena di storie sui conflitti razziali. Ogni incidente porta le persone a chiedersi quanto si è andati lontano, a lamentarsi di quanta strada ancora c’è da fare e a pensare a cosa si possa fare per assicurarsi che un orrore del genere non si ripeta. In una pubblicità a tutta pagina sul New York Times, Starbucks ha richiamato tutti all’azione. “È ora di guardare alle cose in modo diverso. Di nuovo”, dice la pagina. Il potere della pubblicità sta nella linea di parole sopra al testo. A prima vista è confusionaria. Si vede una linea di lettere con MLK evidenziate in rosso che si differenziano dalle altre. Presto ci si accorge che le lettere non sono altro che l’alfabeto messo al contrario. Un brivido è sceso sulla mia spina dorsale quando ho realizzato che MLK non è altro che l’ordine naturale dell’alfabeto al contrario. Bisogna guardare le cose in maniera diversa per realizzarlo.

Ogni giro del nostro processo circolare infinito di riflessione richiede che guardiamo le cose in modo diverso. E quando lo facciamo, ogni giro intorno a questo anello rende le cose un po’ migliori, facendo crescere la nostra comprensione dei fatti e la compassione che ne deriva.

© Washington Post