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  • giovedì 4 dicembre 2014

Dopo Ferguson, il caso Eric Garner

Il poliziotto bianco che durante un arresto brutale ha ucciso un afroamericano a New York non è stato incriminato, nonostante un video mostri chiaramente cosa è successo

Mercoledì 3 dicembre il gran giurì di Staten Island, New York, ha deciso di non incriminare un poliziotto bianco coinvolto nella morte di un uomo nero, Eric Garner, avvenuta lo scorso 17 luglio. Dopo la decisione ci sono state molte proteste sia a New York che in altre città: a Washington, a Atlanta, a Seattle, a Oakland, ma anche nella contea di St. Louis, nel Missouri, dove lo scorso 25 novembre i giurati avevano preso una decisione simile stabilendo di non accusare formalmente il poliziotto bianco Darren Wilson per la morte del diciottenne nero Michael Brown. Lo slogan più usato dai manifestanti è “I can’t breathe” – “Non respiro” – cioè le ultime parole di Eric Garner prima di morire soffocato da un poliziotto.

A New York i manifestanti si sono riuniti a Times Square dove hanno bloccato il traffico, alla stazione Grand Central, dove si sono sdraiati a terra fingendosi morti, a Union Square e al Rockefeller Center. Centinaia di agenti, che fin dal mattino erano stati preparati per i possibili disordini, erano stati schierati nei principali quartieri della città. Per il prossimo 13 dicembre è stata annunciata a Washington DC una grande marcia per la difesa dei diritti civili e contro le violenze della polizia.

Quello che è successo lo scorso 17 luglio è stato filmato da un testimone in modo molto chiaro. Alcuni agenti, tra i quali il poliziotto Daniel Pantaleo, avevano avvicinato Eric Garner, un afroamericano, su una strada di Staten Island: Garner era sospettato di contrabbandando di sigarette. Dopo una conversazione durante la quale Garner si rifiutò verbalmente di essere ammanettato, si vede il poliziotto cercare di arrestare in modo piuttosto brutale Garner prendendolo per il collo, si vedono gli altri agenti intervenire per bloccare Garner, gettarlo a terra e schiacciarlo con i loro corpi. Si sente Garner dire due volte “non respiro”, prima di perdere conoscenza e morire nel giro di pochi minuti dopo essere stato portato in ospedale. La perizia medica ha concluso che la causa del decesso sono la compressione e il successivo soffocamento avvenuti durante la colluttazione con gli agenti. Garner aveva 43 anni, sei figli, era in sovrappeso e soffriva d’asma.

Gli agenti si sono difesi dicendo che Eric Garner stava opponendo resistenza e che la tecnica utilizzata per fermarlo prendendolo per il collo faceva parte delle normali procedure (l’avvocato della famiglia Garner sostiene invece che sia una tecnica vietata dalla polizia). La tesi è comunque stata accolta dal gran giurì: non ci sarebbero stati «motivi ragionevoli» per procedere con un’accusa contro il poliziotto. La famiglia di Garner, dopo una grande incredulità, ha reagito dicendo che la decisione non ha senso: «Si tratta solo della licenza di uccidere un uomo nero», ha dichiarato per esempio il padre di Garner, chiedendo però ai manifestanti di mantenere la calma. Un giudice di New York giovedì ha ordinato che alcune delle prove prese in esame dal gran giurì siano rese pubbliche.

Pat Lynch, il capo del sindacato di polizia di New York, ha detto in una conferenza stampa che il gran giurì di Staten Island ha fatto la scelta giusta decidendo di non incriminare Daniel Pantaleo, sostenendo che Garner «quel giorno ha fatto la scelta di resistere all’arresto». Lynch ha detto che Pantaleo è un brav’uomo e un poliziotto maturo, e ha spiegato che «è anche una tragedia per questo poliziotto, che ora dovrà convivere con quella morte».

Un invito a manifestare in modo pacifico è stato fatto anche dal sindaco di New York Bill de Blasio, che ha parlato anche della necessità di riformare le pratiche della polizia per ristabilire la fiducia con i cittadini. In modo indiretto sulla vicenda è intervenuto anche il presidente Barack Obama, dicendo: «Quando qualcuno non è trattato in modo equo dalla legge è un problema. E il mio lavoro di presidente è risolverlo». Il dipartimento di Giustizia della Casa Bianca ha annunciato infatti che aprirà un’inchiesta federale sulla morte di Eric Garner, per verificare l’eventuale violazione dei diritti civili nei comportamenti degli agenti e nelle procedure seguite.

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