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  • lunedì 19 gennaio 2015

I rapimenti in Camerun

C'è stato un attacco armato nel nord del paese, decine di persone sono state sequestrate: si pensa sia stato il gruppo islamista Boko Haram attivo fin qui soprattutto in Nigeria

Domenica 18 gennaio c’è stato un attacco nel nord del Camerun, vicino al confine con la Nigeria: quattro uomini sono morti, secondo quanto riporta BBC, e decine di persone sono state rapite. Le autorità locali hanno fatto sapere che il principale sospettato dell’attacco è il gruppo estremista islamico Boko Haram.

Camerun

I miliziani che si pensa appartengano all’organizzazione islamista di Boko Haram sono arrivati alle prime ore del mattino di domenica, quando era ancora buio, hanno incendiato circa 80 case e sono ripartiti in direzione della Nigeria con decine di ostaggi. Sul numero delle persone rapite non ci sono conferme ufficiali, le cifre variano a seconda delle fonti. Il ministro dell’Informazione del governo del Camerun, Issa Tchiroma, ha parlato di una cifra che va da 30 a 50 persone. Un funzionario della polizia locale ha detto all’agenzia di stampa AFP che gli ostaggi sono circa 60; Reuters parla di almeno 80 persone: 30 adulti e 50 bambini di età compresa tra i dieci e i quindici anni.

Migliaia di soldati camerunensi sono stati schierati nel nord del paese per cercare di arginare le incursioni di Boko Haram, il cui leader aveva avvertito in un video diffuso questo mese che sarebbero aumentate. In Camerun sono anche attese le forze armate del Ciad la cui assemblea nazionale ha autorizzato l’inizio di un’operazione di sostegno e affiancamento per combattere contro il gruppo islamista. Il rapimento in Camerun è avvenuto dopo poche ore che i leader dei paesi dell’Africa occidentale hanno detto di aver valutato l’ipotesi di creare una forza militare congiunta per combattere i militanti islamici e hanno fatto sapere che presto si riuniranno in un vertice per discutere della questione. Lo scorso venerdì John Mahama, presidente del Ghana e presidente di turno della Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (ECOWAS) durante una conferenza stampa aveva dichiarato: «Non possiamo combattere il terrorismo da soli. Dobbiamo agire insieme, condividere le informazioni e unire le nostre risorse per liberare il continente africano dal terrorismo».

I rapimenti di massa ad opera di Boko Haram si sono già verificati in Nigeria (quello di cui si è parlato di più è quello che riguarda oltre 200 studentesse scomparse lo scorso aprile) ma è la prima volta che un numero così alto di persone viene preso in ostaggio in Camerun. Gli episodi di rapimenti precedenti riguardavano infatti persone precise prese in ostaggio attraverso azioni mirate.

Da qualche tempo gli analisti politici sostengono che l’insurrezione di Boko Haram sia entrata in una nuova fase molto più aggressiva, anche a causa della “competizione” con lo Stato Islamico. La nuova strategia di Boko Haram sarebbe dunque quella di condurre azioni violente di maggiore portata anche attraverso la presenza di donne kamikaze, come dimostrano gli ultimi episodi avvenuti in questi ultimi mesi: l’attacco a Baga sulla costa occidentale del lago Ciad, in cui sono morte centinaia di persone e gli attentati in due diversi mercati della Nigeria compiuti da alcune bambine. Gli attentati sono comunque quotidiani: domenica 18 gennaio, lo stesso giorno del rapimento in Camerun, c’è stato un attacco alla stazione degli autobus di Potiskum nel nord est della Nigeria in cui sono morte quattro persone e altre 35 sono rimaste ferite.

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