Le auto del futuro, al CES

Dare un'occhiata alle macchine presentate a Las Vegas può far capire che cosa guideremo tra dieci anni, e soprattutto come guideremo (comandi gestuali?)

di Andrea Fiorello – @andreafiorello

All’edizione 2015 del CES (Consumer Electronic Show) di Las Vegas – la principale rassegna mondiale dedicata all’elettronica di consumo che si tiene ogni anno a gennaio – hanno partecipato dieci case automobilistiche, il numero più alto di sempre: un segno di quanto la “mobilità integrata”, la guida autonoma e la connessione Internet a bordo delle automobili stiano diventando temi sempre più importanti per il settore. Le novità presentate dai costruttori di auto spaziano dai fari anteriori laser a nuovi sistemi multimediali di bordo che replicano le funzioni degli smartphone, fino ad avveniristici prototipi in grado di guidarsi da soli che prefigurano le automobili del 2030. Alcune di queste proposte sono già prossime alla produzione, mentre altre restano esercizi di stile o anticipazioni di tecnologie che si diffonderanno nei prossimi decenni.

Il dato interessante è che le case automobilistiche stanno investendo sempre più risorse nella connettività e nella sensoristica per la prevenzione degli incidenti stradali, con l’obiettivo di contrastare l’avanzata delle grandi aziende di elettronica Apple e Google, che negli ultimi anni hanno “sconfinato” nel mondo dell’auto presentando sistemi d’intrattenimento di bordo e prototipi di veicoli a guida autonoma (la Google Car è stata presentata nel maggio 2014).

Di recente industria automobilistica ed elettronica hanno avviato collaborazioni sempre più strette per integrare i sistemi informatici nelle auto: la principale di queste partnership è la Open Automotive Alliance, un accordo annunciato a gennaio 2014 tra Google, 28 marchi automobilistici e numerose aziende informatiche che ha l’obiettivo di “rendere la tecnologia nell’auto più sicura, senza soluzione di continuità e più intuitiva per tutti” tramite l’integrazione del sistema operativo Android nell’elettronica di bordo. Il giro d’affari legato ai dispositivi elettronici che utilizzano la connessione Internet a bordo delle auto è in continua crescita e secondo uno studio dell’associazione che organizza il CES, la CEA (Consumer Electronic Association), nel 2015 il cosiddetto “business dell’auto connessa” varrà 11 miliardi di dollari, un dato che si riferisce ai soli accessori montati direttamente in fabbrica sui nuovi modelli.

I nuovi sistemi di bordo e i comandi gestuali
Al CES 2015 le case costruttrici Volkswagen e Hyundai hanno presentato “MirrorLink” e “Display Audio”, i rispettivi sistemi di bordo che promettono una migliore integrazione tra smartphone ed elettronica dell’auto tramite interfacce che replicano sul touchscreen dell’abitacolo le funzioni dei sistemi operativi Google Android e Apple iOS. Collegando il telefono via cavo alle apposite piattaforme Android Auto o Apple Car Play, sarà possibile utilizzare direttamente applicazioni e funzioni del sistema operativo tramite i comandi dell’auto e i sistemi di controllo vocale, senza più il rischio di distrarsi alla guida per usare lo smartphone.

Questi sistemi cominceranno a essere commercializzati nel corso del 2015 e permetteranno agli utenti di accedere ai propri smartphone per eseguire chiamate, inviare messaggi, ascoltare musica, utilizzare la navigazione satellitare e i sistemi di controllo vocale. Per ora la compatibilità con programmi non strettamente legati ai sistemi operativi è incompleta, ma per esempio nel sistema Hyundai Display Audio sono già incluse al lancio – tra le altre – le applicazioni Spotify, Sticher, Beats Music e i podcast per Apple Car Play, cui si aggiungono SoundCloud, Pandora, TextMe e WhatsApp per Android Auto.

Con la diffusione di questi sistemi su un numero sempre maggiore di modelli, le case automobilistiche e le aziende informatiche sostengono che renderanno disponibili agli utenti nuove applicazioni e funzioni senza bisogno di un aggiornamento del sistema a bordo delle automobili.

Una funzione ancora a livello di prototipo ma che potrebbe essere introdotta sul mercato in tempi brevi è quella dei controlli gestuali, presentata al CES 2015 dalle case BMW, Volkswagen e Hyundai. Per ridurre ulteriormente il rischio di distrazioni alla guida, sono allo studio soluzioni che permettano di impartire comandi al sistema multimediale dell’auto senza bisogno di premere pulsanti o schermi touch, ma con il semplice movimento in aria delle mani. Sui concept Volkswagen Golf R Touch e Hyundai Cockpit, grazie a sensori e telecamere che monitorano i gesti del guidatore, è possibile alzare o abbassare il volume della musica, rifiutare una chiamata, cambiare stazione radio o impartire comandi al navigatore satellitare semplicemente muovendo le mani con gesti predeterminati. Anche BMW sta lavorando su questa tecnologia e garantisce che è quasi pronta per essere integrata con il sistema multimediale BMW iDrive e introdotta sui suoi modelli di serie.

La casa automobilistica Chrysler, che fa parte del gruppo Fiat Chrysler Automobiles, ha invece presentato alcune nuove funzioni del suo sistema multimediale Uconnect che saranno introdotte nel corso del 2015. Tramite un’applicazione installata sullo smartphone, la funzione “Vehicle Finder” (Trova il veicolo) permette di individuare la propria auto ovunque sia stata parcheggiata e di essere guidati fino a raggiungerla. La funzione “Send Destination To Vehicle” (Invia la destinazione al veicolo) invece prevede la possibilità di inviare un indirizzo dal telefono al sistema di navigazione dell’automobile, che riceverà la località e attiverà le indicazioni di guida. Il Monthly Vehicle Health Report e il Vehicle Health Alert (“Riassunto mensile della salute del veicolo” e “Avviso sulla salute del veicolo”) sono avvisi pensati per aggiornare il proprietario sullo stato di salute dell’auto tramite mail o per avvertirlo di eventuali malfunzionamenti.

Il controllo remoto dell’auto
Al CES 2015 la casa coreana Hyundai ha presentato l’applicazione per smartphone e smartwatch “Hyundai Blue Link”, che permette di interagire con la propria automobile a distanza. Disponibile nel corso del 2015, il sistema Blue Link consente di avviare o spegnere l’auto, di aprire o chiudere le portiere, di azionare il clacson o far lampeggiare i fari o di ritrovare la vettura in un parcheggio affollato, tutto tramite l’applicazione presente sul dispositivo elettronico.

Un’altra funzione – ancora più avanzata, ma per ora a livello sperimentale – che utilizza il controllo tramite smartwatch è la “Remote Valet Parking Assistant” della BMW i3, che permette di lasciare la propria auto all’ingresso di un parcheggio multipiano perché questa si parcheggi da sola. Tramite mappe degli edifici e scanner a laser il prototipo di BMW i3 è in grado di muoversi all’interno del parcheggio evitando ostacoli statici o in movimento e di trovare da sola un posto libero. Il proprietario, poi, può ritrovare l’auto o richiamarla all’ingresso del parcheggio utilizzando lo smartwatch.

Le novità per la sicurezza e la guida autonoma
L’auto che si guida da sola sembra ancora un orizzonte irrealistico o comunque molto lontano, ma nell’industria sempre più esperti e addetti ai lavori sono convinti che entro il prossimo decennio il passaggio alla guida autonoma subirà un’accelerazione netta. Al CES 2015 la casa tedesca Audi ha presentato la A7 Piloted Driving Concept, un prototipo che ha percorso quasi 900 chilometri dalla Silicon Valley a Las Vegas con interventi del guidatore limitati ai percorsi urbani, mentre sulle autostrade statunitensi il modello Audi ha accelerato, frenato, cambiato corsia e sorpassato autonomamente.

Mercedes-Benz si è spinta ancora più in là presentando il suo concept F 015 Luxury in Motion, un veicolo a quattro ruote alimentato a idrogeno che si guida da solo ed è in grado di interagire con le altre auto e le infrastrutture circostanti. Più simile a un salotto semovente che a un’auto, la Mercedes-Benz F 015 prefigura l’idea di mezzo di trasporto che la casa tedesca ha per il 2030 e vuole essere uno spunto “per alimentare le discussioni sul futuro della mobilità e della progettazione degli ambienti urbani”.

La riduzione degli incidenti tramite sensori e dispositivi elettronici in grado di rilevare pericoli e prevenirli è una delle applicazioni più interessanti dell’interazione tra elettronica e auto, per questo le case automobilistiche stanno investendo nello sviluppo di sistemi in grado di monitorare l’ambiente che circonda le auto e di interagire con esso.

In quest’ambito la casa costruttrice Volvo ha presentato al CES 2015 una tecnologia che mette in comunicazione automobili e biciclette con l’obiettivo di prevenire gli incidenti. Secondo le statistiche riportate dal costruttore svedese, il 50 per cento delle morti di ciclisti negli incidenti stradali è causato dalla collisione con automobili, per questo Volvo – in collaborazione con il produttore di attrezzature sportive POC e la compagnia di elettronica Ericsson – ha sviluppato un dispositivo che tiene conto della posizione dei veicoli e segnala al ciclista il pericolo d’impatto tramite una luce sul casco. Questo sistema s’integra con il Volvo City Safety, un dispositivo già disponibile sulle Volvo in commercio che è in grado di rilevare collisioni imminenti in città, segnalare il pericolo e attivare la frenata automatica per evitare l’impatto con pedoni o ciclisti.