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  • giovedì 1 gennaio 2015

La controversa riqualificazione di un resort nazista

L'architettura nazista va ristrutturata oppure lasciata decadere? Alcuni imprenditori vogliono trasformare un enorme complesso per le vacanze voluto da Hitler sul mar Baltico in un resort di lusso, tra molte critiche

di Anthony Faiola – Washington Post @Anthony_Faiola

Costruito dal Terzo Reich prima della Seconda guerra mondiale, il resort “Kraft durch Freude” – “la forza attraverso la gioia” – rappresentava il punto di vista dei nazisti sul futuro del turismo. Ariani felici e sani avrebbero alloggiato e passato il tempo al complesso di 10mila stanze sul Mar Baltico, mangiando, nuotando e perfino giocando a bowling per il Führer. Pensate a una Cancún di Hitler: ecco.

Ma venticinque anni dopo la caduta del muro di Berlino, il complesso soprannominato “il colosso di Prora” è parte di un crescente dibattito nella Germania moderna che mette lo spirito imprenditoriale contro il Vergangenheitsbewältigung, la parola tedesca che sta a significare come il paese dovrebbe fare i conti con il suo passato oscuro.

Questi blocchi identici di edifici di sei piani che si estendono per 4,5 chilometri crebbero prima che la Seconda guerra mondiale ne rallentasse la costruzione, lasciando incompiuta quest’enormità, che fu poi riutilizzata come campo di addestramento e abitazioni per i soldati della Germania dell’Est. Ma un gruppo di investitori di questa città di mare sta cercando di fare ora quello che non poterono fare i nazisti: realizzare la fase finale del progetto per trasformarlo in un meraviglioso posto dove fare le vacanze. Ampie parti del complesso sono state sventrate e ricostruite come nuove aree urbane, tra cui quella denominata “New Prora”, che ospiterà condomini di lusso sulla spiaggia – la metà dei quali sono stati già venduti – così come un hotel di lusso e un centro benessere.

Non è soltanto il fatto di fare soldi su un progetto nazista che dà fastidio a chi critica il progetto. In un certo senso, sostengono alcuni, la ristrutturazione combacia con il piano iniziale del Terzo Reich per trasformare il colosso in un centro del turismo di massa. Nel materiale promozionale gli sviluppatori declamano il progetto originale – il cui design si dice essere stato scelto da Adolf Hitler – come un “monumento famoso a livello mondiale”, riconosciuto all’epoca come “un’architettura pluripremiata”. Ciononostante, dicono sempre i critici, i loro progetti potrebbero anche eliminare molti degli elementi che fornivano inizialmente le ragioni per preservare questo colosso.

«Questi non sono edifici innocui», ha detto Jürgen Rostock, cofondatore del centro di documentazione Proda. «Lo scopo originale di Hitler era costruire un resort in preparazione per la guerra che stava per arrivare. Questo modo di trattare con la costruzione la banalizza e finisce per dare ragione al regime nazista». Le facciate di alcuni blocchi, per esempio, sono state ravvivate da decine di balconi che si affacciano sul mare, cambiando così la natura dell’imponente, austera architettura che si ergeva come un monumento al militarismo insaziabile. Inoltre, spiega il centro di documentazione, il programma “Forza attraverso la gioia” – un tentativo nazista di offrire divertimento a prezzi accessibili ai lavoratori che vivevano il sogno nazionalsocialista – potrebbe essere spostato ai margini del complesso e lontano da turisti facoltosi o, teme qualcuno, addirittura abbandonato del tutto.

Indubbiamente le recriminazioni riguardo il Terzo Reich sono numerose ed estese nella Germania moderna, con la storia dei crimini di guerra insegnata dalla scuola elementare in poi, e con un’identità nazionale pacifista costruita in gran parte sul rifiuto del passato. Ma il progetto Prora sta evidenziando la sempre difficile questione di come trattare con la reliquia più tangibile del travagliato passato della Germania: l’architettura nazista.

Negli anni dopo la guerra alcune strutture dell’epoca nazista sono state conservate come un ricordo fisico di un regime disumano, mentre altre sono state pragmaticamente trasformate in uffici, caserme e spazi per altri scopi. Lo stadio di Berlino, costruito da Hitler per i Giochi Olimpici del 1936, è la sede oggi della squadra di calcio Hertha Berlino. Il Detlev-Rohwedder-Haus – l’ex casa di Hermann Göring, ministro dell’Aviazione nazista – oggi ospita una filiale del ministero delle Finanze della Germania.

Ma gli oppositori in alcuni ambienti – particolarmente tra gli storici e i gruppi ebraici – sono sempre più a disagio con i progetti che commercializzano troppo o che sembrano ignorare la storia. A Berlino, per esempio, un enorme centro commerciale ha aperto a settembre sul luogo dove si trovava il vecchio negozio Wertheim, un’azienda i cui proprietari ebrei furono estromessi dai nazisti. «Il sito è stato riprogettato con numerosi riferimenti ai giorni gloriosi del grande magazzino, ma senza niente che citi il fatto che gli iniziali proprietari furono costretti a cedere la proprietà e a fuggire», ha dichiarato Deidre Berger, direttore dell’ufficio di Berlino del Comitato Ebreo Americano.

Intanto nell’Eifel, una regione montagnosa della Germania occidentale, un ex campo di addestramento nazista sta subendo una ristrutturazione per 52 milioni dollari, con l’aggiunta di un centro congressi e di un ponte di osservazione. Il sito della struttura suggerisce una miscela di memoria storica e di eco-turismo, spiegando senza tanti giri di parole: «Non consideriamo inconciliabili attività divertenti e il dare un’occhiata critica alla storia».

Dopo la conservazione di tanti vecchi edifici nazisti alcuni sostengono anche che sia abbastanza, sostenendo che sia giunto il momento di lasciarli andare in rovina o, in alcuni casi, di abbatterli. Alcuni storici scettici, per esempio, stanno mettendo in discussione i piani di Norimberga di spendere oltre 100 milioni di euro per il rinnovamento del Rally Grounds, l’area dei raduni di Norimberga dove Hitler guardava orgogliosamente marciare il suo esercito a passo dell’oca.

«La mia tesi, e l’argomentazione di parecchi storici dell’architettura, è: perché rinnovare un monumento del genere?», ha detto Norbert Frei, storico dell’Università Friedrich Schiller di Jena. «Si potrebbe anche lasciarlo decadere in modo controllato. Lasciarlo così com’è e permettere che succeda quello che deve succedere. È così tanto in cattive condizioni che bisognerebbe fare tantissimi lavori. Sarebbe quasi come costruirlo da capo».

Il Colosso di Prora
Il progetto fu ideato nel 1930 da Robert Ley, una delle più importanti autorità naziste. Ha guidato il progetto “Forza attraverso la gioia”, che fu pensato come un punto di riferimento per i resort. Nella pittoresca Prora migliaia di piccole sale, riscaldate e fronte mare, avrebbero ricaricato le menti e i corpi delle masse tedesche, preparando i turisti a vivere come i potenti d’Europa. Avrebbero partecipato ai pasti comuni e alle attività di intrattenimento collettive nelle aree dedicate, secondo l’idea di divertimento nazista.

Ma il colosso non è mai arrivato a soddisfare le ambizioni di Hitler. Nonostante l’utilizzo di lavoratori polacchi per aiutare a costruirlo più velocemente, il resort diventò una priorità secondaria mentre incombeva la Seconda guerra mondiale. Fu lasciato incompiuto alla fine della guerra e fu rivendicato per qualche tempo da parte dell’Armata Rossa, prima di essere usato come campo di addestramento e abitazioni per i soldati della Germania dell’Est.

Dopo la riunificazione, i conservazionisti storici e altri funzionari del governo decisero che il colosso era troppo costoso e architettonicamente significativo per abbatterlo. Così il governo ha venduto i vari blocchi a diversi imprenditori. In uno di questi nel 2011 ha aperto un ostello della gioventù. Ora però il complesso è nel bel mezzo di una vera e propria riqualificazione, con i primi proprietari delle case di vacanza di lusso che si trasferiranno lì per l’estate. Poiché la proprietà è considerata storica, il governo tedesco sta efficacemente sovvenzionando le vendite. I prezzi della nuova Prora, per esempio, vanno da circa 80mila euro a un milione di euro. Ma gli acquirenti soggetti all’imposta sul reddito tedesca possono ricevere sgravi federali che valgono la metà del costo di acquisto di un’unità.

Gerd Grochowiak, amministratore delegato di IRISGERD, una delle società coinvolte, ha respinto le critiche sulla riqualificazione dicendo che non vede nulla di sbagliato a commercializzare il sito. Dopotutto, ha detto, la struttura è «sempre  stata improntata sul turismo, quindi non ha una storia così negativa».

© Washington Post 2014