• Cultura
  • venerdì 26 Dicembre 2014

Al cinema, a vedere “The Interview”

Insegne patriottiche, bandiere statunitensi e i ringraziamenti di Seth Rogen, nel giorno della prima proiezione del film negli Stati Uniti

Ieri, giovedì 25 dicembre, è stato proiettato in 331 cinema statunitensi The Interview, il controverso film comico sulla Corea del Nord che potrebbe aver causato un grave attacco contro Sony da parte di hacker nordcoreani. A causa delle minacce ricevute nelle ultime settimane, alcuni cinema erano sorvegliati da agenti di polizia, mentre altri hanno deciso di esporre bandiere statunitensi e insegne patriottiche. Seth Rogen e Evan Goldberg, i registi del film, si sono presentati in un cinema di Los Angeles per ringraziare gli spettatori. In tutti gli Stati Uniti non è stato riportato alcun incidente.

La storia della programmazione di The Interview è piuttosto contorta: il film doveva uscire per Natale, ma poi era stato ritirato per via delle minacce contro le persone che sarebbero andate a vederlo al cinema. La Sony aveva poi permesso ad un numero limitato di cinema di proiettarlo, numero che però si è fatto via via più grande. A decidere di proiettarlo sono stati 331 cinema «indipendenti e sgarrupati», come ha scritto il New York Times. Non è chiaro quanti spettatori abbiano visto il film. Molti gestori di cinema hanno detto di aver riempito completamente le sale, e il film già dalla mattina era il più venduto sullo store online di YouTube e su Google Play, coi quali Sony si era accordata per la distribuzione il giorno prima.

La mattina del 25 dicembre Seth Rogen e Evan Goldberg, i due registi del film, si sono presentati al Cinefamily Theater per ringraziare gli spettatori e i cinema che hanno deciso di proiettare il film. Seth Rogen, parlando dal palco del cinema con un microfono, ha detto: «abbiamo creduto che questo non sarebbe potuto accadere. E se non fosse stato per cinema come questo e persone come voi, non sarebbe successo». Nei 19 cinema della catena Alamo Drafthouse, prima di The Interview è stato proiettato un videomessaggio di ringraziamento dello stesso Rogen, che si è concluso con un «grazie, America».

Molte persone fra quelle che sono andate a vedere il film nel primo giorno di programmazione hanno detto di averlo fatto per ragioni patriottiche. Un uomo fuori da un cinema di North Bergen, in New Jersey, ha detto di aver dimostrato a Kim Jong-un che «noi [americani] non prendiamo ordini da lui». Fuori da un cinema di Manassas, in Virginia, una donna che lavora come avvocato ha detto: «non penso ci sia niente di meglio da fare, oggi, a Natale, che venire a vedere questo film per dare una dimostrazione della libertà di cui godiamo». Diversi giornali americani hanno già pubblicato una recensione del film, alcune delle quali sono state piuttosto critiche.