• Italia
  • martedì 23 Dicembre 2014

I sabotaggi alle ferrovie

Oggi Bologna, dove si sono accumulati disguidi e ritardi in un giorno di gran traffico, prima Torino, Firenze e Milano: sono stati realizzati con modalità simili e senza rivendicazioni

Nella mattina di martedì il traffico ferroviario che passa per Bologna, uno degli snodi più importanti delle ferrovie in Italia, ha subito sensibili ritardi a causa di un incendio doloso nella stazione di Santa Viola. Sono stati danneggiati alcuni cavi del sistema che gestisce e controlla il traffico sui binari, rendendo necessario il passaggio rallentato dei treni e l’intervento dei tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), che sono ancora al lavoro per rimediare al danno. Sulla vicenda stanno indagando gli esperti della DIGOS, che solo nel mese di dicembre hanno dovuto fare i conti con altri tre sabotaggi legati alle ferrovie e in modo particolare all’alta velocità.

Il primo caso risale al 2 dicembre ed è successo a Firenze. Nei pressi di un cantiere dell’alta velocità a Campo di Marte fu trovata una bottiglietta di plastica contenente liquido infiammabile su una gru. C’erano anche carta, diavolina e un mozzicone di sicurezza che forse avrebbero dovuto fare da innesco per incendiare il mezzo di cantiere. Qualcosa però non funzionò e la bottiglietta fu trovata intatta.

Il secondo caso è del 16 dicembre scorso ed è avvenuto a Rivoli, nei pressi di Torino. Anche in questo caso fu utilizzata una bottiglietta incendiaria per provare a dar fuoco a un mezzo appartenente a una delle ditte che, tra grandi difficoltà, lavorano nell’area di Chiomonte per la realizzazione di alcuni cantieri preparatori per l’alta velocità Torino-Lione.

Il terzo caso si è verificato il 18 dicembre a Milano. Sulla linea Milano-Torino storica, quindi non quella ad alta velocità, il macchinista di un treno regionale in servizio ha avvistato verso metà mattina del fumo salire dai binari. Le autorità hanno trovato un paio di bottigliette incendiarie, usate per danneggiare le rotaie.

Il quarto caso si è verificato il 21 dicembre scorso, nuovamente in provincia di Firenze, dove all’uscita di una galleria è stata trovata una bottiglietta con benzina al suo interno. È stata notata dopo la segnalazione di un piccolo incendio, forse causato da un’altra bottiglia incendiaria, che aveva danneggiato un pozzetto poco distante in cui passano alcuni cavi elettrici.

Il quinto caso di sabotaggi alle linee ferroviarie si è verificato oggi nella stazione Santa Viola di Bologna e ha interessato quattro diversi pozzetti dove passano i cavi in un’area di circa 50 metri. La prima segnalazione alla polizia ferroviaria è stata fatta intorno alle 4:25 del mattino. Tre pozzetti incendiati si trovano nei pressi dei binari dell’alta velocità, mentre il quarto fa parte della linea storica tra Bologna e Milano.

Oltre agli episodi di dicembre, in primavera era stato registrato un altro sabotaggio a Lavino di Mezzo, in provincia di Bologna, sulla linea dell’alta velocità tra Bologna e Milano. In quel caso erano stati tranciati alcuni cavi di rame e in fibra ottica. Si pensò al tentativo non andato a buon fine di rubare rame, pratica con cui le ferrovie devono fare spesso i conti, ma in seguito si scoprì che due pozzetti nei pressi dei binari erano stati incendiati e fu aperta un’inchiesta per danneggiamento aggravato.

Come spiega Laura Montanari su Repubblica, chi sta conducendo le indagini su questi casi di sabotaggio non esclude che ci possa essere una strategia comune. Le modalità con le quali sono appiccati gli incendi sono simili e in nessun caso, per quanto se ne è saputo finora, ci sono state rivendicazioni da gruppi politici contrari ai lavori per le ferrovie ad alta velocità. Per ora non risulta che ci siano persone indagate ma le indagini proseguono da settimane e i nuovi rilievi della polizia scientifica sugli ultimi casi potrebbero portare a qualche elemento per capirne di più.

Il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha commentato la notizia del nuovo sabotaggio parlando di un «attentato» e di «terrorismo». Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è stato più cauto e ha parlato di «sabotaggi», chiarendo: «stiamo monitorando la situazione, non è il primo: era avvenuto prima in altri punti meno impattanti, per rispetto non vogliamo rievocare parole del passato, è in atto un sabotaggio, ma stiamo approfondendo quello che è accaduto e per rispetto di chi indaga non spendo una parola di più».