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  • martedì 16 Dicembre 2014

La fine di “The Newsroom”

Si è conclusa negli Stati Uniti la serie tv sul giornalismo scritta da Aaron Sorkin, dopo una stagione diversa dalle altre (ma maltrattata dalla critica come le altre)

Domenica 14 dicembre negli Stati Uniti il canale via cavo HBO ha trasmesso l’ultima puntata di The Newsroom, la serie tv sulla vita e il lavoro di una redazione giornalistica scritta dal famoso sceneggiatore Aaron Sorkin (già autore di Codice d’onore, The West Wing e The Social Network, tra le altre cose). La terza e ultima stagione, composta da solo sei episodi, ha avuto ascolti leggermente più bassi delle due precedenti, per quanto questo parametro sia ormai molto meno importante di un tempo nel valutare il successo di prodotti come le serie tv; sui siti di cinema IMDB e Rotten Tomatoes invece ha avuto voti più alti delle due precedenti.

Oh, da qui in poi ci sono SPOILER per chi non ha visto tutta la serie.

Che cosa succede, in breve
Le vicende principali narrate nella terza stagione di Newsroom si concludono in realtà nel penultimo episodio della serie (come accade sempre più spesso a molte serie tv). Will McAvoy, il presentatore di News Night, è stato rilasciato dopo quasi due mesi quando la fonte delle informazioni governative riservate si è suicidata, e quindi non era più necessario detenerlo per convincerlo a rivelare la sua identità. Nel frattempo la divisione delle news di ACN ha trovato un compratore, anche se non è esattamente quello dei sogni: Lucas Pruit, un imprenditore milionario che ha fatto i soldi in settori diversi dal giornalismo e vuole “modernizzare” in modo piuttosto aggressivo le news di ACN, rendendola meno rigorosa e tradizionale di quella condotta negli ultimi anni da McAvoy, Skinner e McHale.

L’arrivo di Pruit e la contemporanea incarcerazione di McAvoy creano un clima di gran tensione in redazione: quando Sloan Sabbith maltratta in diretta il creatore di una controversa app di ACN e Don Keefer dice – mentendo – di non aver rintracciato una ragazza che avrebbe dovuto convincere ad apparire in tv, Charlie si arrabbia furiosamente. Pruit licenzia su due piedi Sloan Sabbith e MacKenzie McHale, in quanto responsabile del programma. Charlie, che un minuto prima aveva urlato in faccia ai suoi giornalisti, cerca di convincere Pruit a ripensarci ma ha un attacco cardiaco e muore dopo qualche ora.

L’ultima puntata della stagione ha due storie parallele: vediamo il funerale di Charlie Skinner, spezzettato da flashback che mostrano come lo stesso Charlie portò MacKenzie a News Night e convinse McAvoy a fare davvero il giornalista (e diventare padre, anche). MacKenzie riceve una telefonata dal suo medico durante il funerale e scopre di essere incinta. Neal ritorna dal Venezuela e scopre la fine che ha fatto il sito di ACN mentre lui era all’estero. Leona convince Pruit del fatto che ha un problema di immagine – è accusato di essere misogino e maschilista – e lo convince che licenziare MacKenzie e Sabbith sarebbe un disastro per lui, e che anzi dovrebbe promuovere MacKenzie a direttore delle news dopo la morte di Charlie. MacKenzie viene promossa e sceglie Jim come suo successore alla produzione del programma. Don decide di occuparsi ancora delle notizie del mattino. Maggie rifiuta una promozione e decide di cercare lavoro a Washington, ma si rimette con Jim. Attraverso i flashback scopriamo come Charlie ha assunto MacKenzie, scopriamo che è stata proprio MacKenzie a invitare la studentessa a rivolgere la domanda a Will McAvoy che innescherà la sua “trasformazione”, scopriamo come si sono conosciuti Sloan e Don (e scopriamo che Don era piaciuto da subito a Sloan).

La canzone si intitola “That’s How I Got To Memphis”, è un classicone country e fu composta e cantata per primo da Tom T. Hall. Prego.

Cosa se ne dice
Le prime due stagioni di The Newsroom sono state molto maltrattate dalla critica negli Stati Uniti: sono state giudicate presuntuose nel loro tentativo di raccontare come una testata giornalistica avrebbe dovuto trattare le notizie (criticando così il comportamento delle testate vere), noiose nei dialoghi composti soprattutto da lunghi e verbosi sermoni, prevedibili nelle evoluzioni della trama e misogine nel trattamento delle protagoniste donne, tutte in qualche modo imbranate, distratte o svampite. La terza stagione corregge alcuni di questi difetti, portando in qualche modo a termine il cambiamento cominciato nella seconda: il racconto di come la redazione di News Night ha affrontato le notizie vere diventa completamente marginale, i personaggi prendono spesso in giro il loro modo verboso e frenetico di discutere e al centro della trama ci sono due vicende di fantasia che non riguardano notizie vere (i documenti inviati a Neil Sampat e le trattative per la proprietà di ACN).

Le recensioni e le critiche si sono sbilanciate negativamente soprattutto dopo una singola scena, quella in cui – nella quinta puntata – Don Keefer intervista una ragazza che dice di essere stata stuprata al college e che ha messo in piedi un sito per raccogliere testimonianze di ragazze violentate, visto che le autorità non riescono a fare giustizia. Nel passaggio più controverso della scena, Keefer dice alla ragazza che come giornalista è obbligato fino a prova contraria – e quindi fino a un processo, lascia intendere – a credere alla versione traballante del ragazzo accusato di averla violentata e che si dice innocente, e non alla sua che appare perfettamente credibile. Keefer le dice inoltre che il suo sito potrebbe rovinare la vita di qualche ragazzo innocente, se qualcuno lo usasse per vendetta. La scena è stata definita insensibile, misogina e “fuori dalla realtà”, per il modo in cui Keefer dubita della buona fede della ragazza e la invita di fatto a non fare niente per avere giustizia (negli Stati Uniti è in corso da tempo una discussione sui “college rape”, le violenze sessuali nei campus universitari, e su come la polizia riesca solo raramente a perseguire i responsabili).

Come vederla
Fin qui in Italia The Newsroom è stata trasmessa via satellite da Sky Atlantic e sul digitale terrestre da Raitre. In questo momento proprio su Raitre è in corso la seconda stagione.