• Mondo
  • venerdì 28 novembre 2014

Le foto dell’alluvione a Gaza

Da diversi giorni nella Striscia piove molto forte: la situazione sta peggiorando e le Nazioni Unite hanno dichiarato lo stato di emergenza

Giovedì 17 novembre la UNRWA (Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi in Medio Oriente) ha dichiarato lo stato di emergenza nella Striscia di Gaza a causa delle forti piogge che da qualche giorno stanno provocando grossi danni. La UNRWA ha specificato che una delle città più colpite dalle alluvioni è Gaza e che sta lavorando per fornire i servizi essenziali – acqua e funzionamento degli ospedali, fra gli altri – a diverse città dell’area.

La UNRWA ha detto che «centinaia di residenti delle aree alluvionate attorno al quartiere Sheikh Radwan sono stati costretti a lasciare le proprie case» e 63 scuole sono state chiuse. Robert Turner, direttore delle operazioni di UNRWA a Gaza, ha detto che la preoccupazione è molta, visto che l’alluvione sta peggiorando una situazione già molto grave dopo la guerra di quest’estate: «Una tale devastazione rende più grave la già pessima situazione umanitaria in cui si trovano i profughi – ma anche i non profughi – a Gaza, che stanno cercando di riprendersi dalla recente guerra e dalla crisi energetica e del carburante».

Dopo tre mesi dalla fine della guerra, circa 100mila palestinesi di Gaza sono ancora senza casa e molti di loro vivono ancora nelle strutture delle Nazioni Unite. Circa 1,8 milioni di persone continuano ad avere dei grossi blackout durante il giorno: inoltre molte delle infrastrutture della Striscia sono rimaste gravemente danneggiate dagli scontri di quest’estate. L’economia è in grave difficoltà, scrive il Washington Post, e i progetti di aiuti internazionali sono stati sospesi: nonostante i 5,4 miliardi di dollari in aiuti promessi a Gaza durante la conferenza del Cairo di ottobre, la ricostruzione non è mai davvero iniziata. I problemi riguardano anche la politica locale: Fatah e Hamas, le due principali fazioni palestinesi, continuano a litigare e discutere su chi debba occuparsi di governare la Striscia di Gaza, accusandosi a vicenda per i problemi creati dall’alluvione.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.