La Grecia è fuori dalla recessione

L'economia del paese è cresciuta per la prima volta in sei anni: le cose vanno meno peggio

La Grecia è uscita dalla recessione, dopo una crisi economica profondissima durata circa sei anni e che ha messo in pericolo la stabilità dell’economia di parte dell’Unione Europea. Gli ultimi dati diffusi sul prodotto interno lordo (PIL) del paese indicano una crescita dello 0,7 per cento nel terzo trimestre del 2014: è la prima volta in sei anni che il PIL della Grecia cresce. Il calcolo è stato effettuato da Eurostat, l’ufficio di statistica dell’UE, che ha anche stimato una crescita su base annua del PIL dell’1,4 per cento.

Negli ultimi anni la Grecia ha dovuto affrontare momenti molto difficili, con un netto taglio alla spesa pubblica – e quindi all’erogazione di sussidi, beni e servizi – per ridurre il proprio debito e ottenere prestiti da Unione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale. I tagli hanno portato a grandi manifestazioni di piazza, scioperi e proteste di vario tipo, e hanno contribuito all’instabilità politica nel paese. L’attuale governo, guidato dal primo ministro conservatore Antonis Samaras, ha scarsa approvazione da parte dell’opinione pubblica ma è riuscito comunque a migliorare i conti del paese e a riprendere l’emissione di titoli di stato per la prima volta in quattro anni. L’obiettivo del governo ora è uscire il prima possibile dal meccanismo degli aiuti internazionali, in modo da riguadagnare maggiore autonomia sul piano della politica economica.

Diversi indicatori segnalano che le cose in Grecia iniziano ad andare meglio o comunque meno peggio. Gli interessi pagati sui titoli di stato decennali sono intorno all’8 per cento, una cifra ancora alta, ma distante dal 42 per cento raggiunto nel 2012. Due mesi fa il tasso era sceso fino al 5,5 per cento, poi è tornato a salire.

La Grecia è stato il primo paese dell’UE a ricevere un piano di aiuti economici nel 2010 per ridurre il proprio debito pubblico ed evitare il fallimento. Altri paesi hanno ottenuto finanziamenti e sono già usciti dal meccanismo di aiuti, come Spagna, Portogallo e Irlanda.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.