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  • martedì 4 novembre 2014

6 aggiornamenti su ebola

L'epidemia è sparita dalle prime pagine ma ci sono sviluppi: in Africa il virus avanza ancora, un contagiato è stato portato a Parigi, l'OMS dice che avremo presto i vaccini

Improvvisamente, le notizie intorno all’epidemia di ebola sono sparite (o quasi) dalle prime pagine dei giornali e dei media di tutto il mondo: soprattutto da quando non ci sono notizie di nuovi casi di contagio fuori dall’Africa dove invece, in alcuni paesi, la situazione resta preoccupante. Invece ci sono cose che continuano a succedere e aggiornamenti di cui è il caso di essere informati.

I numeri
Gli ultimi dati sull’attuale epidemia da virus ebola sono dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Gli aggiornamenti risalgono al 31 ottobre. I morti accertati finora sono 4951 ma è una stima approssimativa, perché nelle aree rurali e nei piccoli villaggi dei paesi africani dove c’è l’epidemia è praticamente impossibile tenere traccia di tutti i casi di contagio. I casi di contagio accertati sono 13.567. Al 25 ottobre il numero dei morti era di 4.922 e il numero dei casi di contagio 10.141. Finora 523 operatori sanitari sono stati contagiati dal virus: 82 in Guinea; 299 in Liberia; 11 in Nigeria; 127 in Sierra Leone; uno in Spagna; e tre negli Stati Uniti. Di questi, 269 sono morti.

Dove
I paesi in cui si sono registrati dei casi di ebola sono nove, ma in due di questi (Senegal e Nigeria) non ci sono nuovi casi da tempo e l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che il virus ebola è stato debellato. I posti dove si è registrata la grandissima maggioranza dei casi di contagio e delle morti sono Liberia, Sierra Leone e Guinea. Ci sono poi i paesi che hanno registrato qualche contagio sporadico: Mali, Spagna e Stati Uniti.

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Un discorso a parte va fatto per il Congo, dove l’epidemia è «estranea» a quella degli altri paesi africani: si tratta cioè di un’epidemia diversa, «un evento distinto e indipendente» dice l’OMS. In totale sono morte 49 persone, compresi 8 operatori sanitari contagiati.

Comunque: in Mali c’è stato un solo caso (una bambina di due anni che aveva viaggiato su un autobus dalla Guinea con la nonna, che è morta in ospedale il 24 ottobre), la Spagna sarà dichiarata libera da ebola il prossimo 4 dicembre (se non si presenteranno nuovi casi: le persone sotto osservazione hanno terminato il periodo di monitoraggio), negli Stati Uniti ci sono stati quattro casi confermati e un morto (Thomas Eric Duncan che aveva contratto il virus in Liberia).

La situazione più critica riguarda Guinea, Sierra Leone e Liberia dove il contagio della malattia continua in maniera intensa. Secondo un rapporto della ONG Africa Governance Initiative (AGI), in Sierra Leone i nuovi casi stanno aumentando a una velocità «spaventosa», fino a nove volte maggiore rispetto a due mesi fa. La diffusione e il peggioramento riguarda ora soprattutto le aree rurali.

Il governo in Sierra Leone «sta comunque facendo passi avanti aumentando l’accesso ai trattamenti e assicurando sepolture sicure e dignitose» ha detto Nick Thompson, direttore dell’ONG. Uno dei problemi principali in questi tre paesi riguarda comunque i posti letto e le strutture sanitarie per le cure. Africa Governance Initiative ha detto che nonostante gli impegni internazionali entro dicembre ci potrebbe essere in questi paesi una carenza di oltre 6 mila posti letto e di personale medico: «Nei primi mesi, la comunità internazionale ha giudicato male l’impatto dell’epidemia di ebola e l’errore di non aver agito abbastanza in fretta ora diventerà ancora più grave», ha spiegato Nick Thompson.

La Coppa d’Africa si farà
La confederazione calcistica africana ha respinto la domanda di rinvio del più importante torneo di calcio per squadre nazionali africane presentata dal Marocco, paese organizzatore, per la Coppa d’Africa 2015 che si svolgerà a gennaio. Starà ora al Marocco decidere se ospitarla o meno: deve dare una risposta entro pochi giorni.

I soldati americani in Italia
I soldati americani rientrati dalla Liberia e che si trovano in isolamento nella base di Vicenza – sono 42, adesso – stanno bene ma sono ancora sotto osservazione.

I vaccini
L’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato che centinaia di migliaia di vaccini dovrebbero essere disponibili all’inizio del 2015. Il vice-direttore dell’agenzia, Marie-Paule Kieny, ha detto che cinque nuovi vaccini saranno testati clinicamente a partire da gennaio, mentre per altri due è tuttora in corso la sperimentazione sull’uomo.

Falsi allarmi e altri casi
I test sulla donna sospettata di essere stata contagiata e atterrata all’aeroporto di Bruxelles dalla Sierra Leone lo scorso lunedì sono negativi.

Un operatore UNICEF contagiato con il virus Ebola in Sierra Leone è stato preso in carico dalla Francia e portato a Parigi: è «in condizioni stabili», dice il governo. «Questa persona è stata evacuata su un aereo speciale in modo assolutamente sicuro», ha detto la ministra della Salute, che ha confermato che «non ci sono altri casi confermati di Ebola in territorio francese». Non ci sono informazioni circa la sua nazionalità o sesso. Il governo francese ha accettato di prendere in carico il paziente su richiesta dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’ONU.

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